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XII (i.e. Dodici) conti Pomiglianesi:

con varianti Avellinisi, Montellesi, Bagnolesi, Milanesi, Toscane, Leccesi, ecc (Google eBook)
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Libreria Detken e Rocholl, 1876 - 290ÆäÀÌÁö
  

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260 ÆäÀÌÁö - Tire l'ire à l'ire, et tire-lirant tire Vers la voûte du ciel, puis son vol vers ce lieu Vire, et désire dire : Adieu, Dieu ! Adieu, Dieu ! Du ¬£¬­¬ª¬´¬¡».
288 ÆäÀÌÁö - La Biblioteca \ del \ Museo Nazionale | nella Certosa di S. Martino in Napoli \ ed i suoi manoscritti \ esposti e catalogati \ da \ Carlo Padiglione || Napoli | Stabilimento Tipografico di F.
234 ÆäÀÌÁö - Soglionsi cuocere insieme con grassi caponi et « caci freschi da ogni lato stillanti butiro et latte; et poi « con liberale mano vi sovrapongono zucchero et cannella • della più fina che trovar si possa: ohimè, che mi viene « la saliva in bocca sol a ricordarmene. Quando io ne man...
x ÆäÀÌÁö - Giocamo a spaccastrommola » ". « Va' », disse lui, « che tu mi dai la baia: questo è gioco da putti, non ti vergogni?
8 ÆäÀÌÁö - E questo detto, prese alquanto d'ardire e abbracciò la donna, e seco consumò gli ultimi doni d'amore. Dopo Travaglino, troncato il capo del toro e messolo in una sacchetta, ad Isotta il presentò. La qual, contenta sì per lo desiderio adempito, sì anche per lo piacere ricevuto, con più corna che podere a casa se ne ritornò. Travaglino, partita che fu la donna, tutto sospeso rimase ; e cominciò pensare molto come fare dovesse per iscusarsi della perdita del toro dalle corna d'oro, che tanto...
6 ÆäÀÌÁö - State di * buon animo, che a me basta il cuore di far sì, che, * non che una, ma mille bugie fiano da Travaglino al « suo patrone dette. Il che intendendo Lucaferro, assai « contento rimase. Et perche Isotta chiaramente sapeva, « che '1 toro dalle corna d' oro ad Emiliano suo cognato « era molto caro , ella sopra di quello fece il disegno.
80 ÆäÀÌÁö - Alquanti di dopo, ito al mercato, s'imbatte nell'asino suo; e credutolo il romito, lo compera, e lo fa vivere più morbidamente che non si conviene ad asino. La bestia insolentisce, prevarica, scandalezza Giano!, e impenitente si muore *. JN molte parti d'Italia vedeasi ne' tempi addietro sulla cima di qualche rimoto colle eretta una solitària casetta, che chiamavasi romitorio o romitaggio. Se ne veggono alcune anche a' dì nostri; ma esse sono molto più rade.
235 ÆäÀÌÁö - Che de le foglie fanno gra' strapazzo; So' lenguacciute e longhe hanno le mane, Ma maje sse danno e fanno gra' scamazzo. Songo tutte sordate veterane; A la bannera portano 'no mazzo De vruoccole, e 'sto scritto: 'Ntra lapanza ffaggio de la vettoria la speranza.
8 ÆäÀÌÁö - Travaglino; e come stai? che è de' fatti tuoi, che già più giorni non ti hai lasciato vedere ? » « Io sto bene, » rispondeva egli ; « sono stato occupato assai, che non puoti venire a voi.» « E come sta il toro dalle dorate corna ? » diceva Emiliano. Ed egli rispondeva : « Signore, il toro è stato nel bosco da' lupi divorato. » « E dove è la pelle ed il capo con le corna dorate ? » diceva il patrone. E qui restava, né più sapeva che dire, ed addolorato ritornava fuori. Dopo' se...
97 ÆäÀÌÁö - Una sua borsa ancor vo* ch'abbi appresso, La cui virtù meravigliosa è molto. Dentro vi cresce ognor ciò che v'è messo, E rende al doppio più che non n'è tolto. Vedrai, se l'apri, tosto da sé stesso Moltipllcarsi quel che v'è raccolto.

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