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la fine-dei 17^5. ma viene proibito il farne ulreriormrnte ricamare degli altri . Vili. I velhei ricamiti di feta faranno sempre permetti quando fieno lavorati in Paefe, e perciò dovranno.eflere tutti muniti del regio Sigillo , prima che il farto vi p>ngi mano. IX. Col principiare del Venturo anno 1784. reiteri proibito l'ufo delle ftofFe , adorne di pietre preziofe, di perle, di pif Ei fini ee. X. Non fari più permeilo il far indorare cole , 1' ufo delle quali non lo richieda di neceffità . XI. I bottoni degli abiti dovranno eflere di panno , odi fera , e folamente ai contadini , ed al biffo pope lo faranno concedi quelli di metallo . XII. I veftiti di velluto f. ranno permeili fino all' anno 1786". tettando però eccettuato 1* uli» delle fodere, e calze di feta fatte in Paefe. XIII. Il velluto reiteri poi lenza eccezione bandito, e così pure proibite lepelliccie fbreftiere . XIV. Alla gente di livrea fari permeila la borfa ai capelli, ma un fervitore paghcri 4. talleri di pena ogni volta che fi farà pettinare. XV. Le guarniture degli abiti donnefehi non potranno coilare più di 16. talleri > e refta.no proibiti i fióri ad ufo d'ItaUa. XVI. Proibita viene inoltre l'introduzione nello Stato de* mobili, tappeti, carrozze, finimenti di mode, orologi, porcellane,-maioliche, e vetri ; e folo potranno entrare gli fpecchi. XVII. Nefluna Famiglia potrà ulàre più di 8. pietanze al pranzo, e 6. alla cena . Alle frutte non potranno eflere ferviti, che 4. tondi la mattina ,« a. la fera ; e le confetture foreftiere fono affatto proibite. In occarione però di nozit allora le tavole potranno eflere aumentate di due piatti di più . XVIII Finalmente non fari più permetta l'intredutione de'vini in Paefe, fe non di quelli di Francia, di Malaga , e di Madera, dovendo», del , refto bevere della birra, e de' liquori fabbricati nello Stato A' ta»i lini di giuoco a Corte non dovrà in avvenire lalciarfi, che un folo tallero per le Carte, ed il Re deriderà che in proporzioac fi faccia la fteflà nelle cafe inferiori. „ GERMANIA

Vienma a». Febbrajo. D' erdine di S. M..F Imperatore è flato emanato un Decreto , col quale s' ingiunge ai giovani provinciali, e a •mi q**«» fiadaiti, che ta confermiti

delle Leggi di Tolleranza non fi 1

rio dichiarati fino al fine dello i gennajo o per la Religione Late, Qalvìnìjla, o Greca-Scijmatìca , del confiderarfi come Cattolici • nè ) no più abbracciare niuno di detti ed in cafo di contri v . enzione, co da la M. S. che-fieno feveramente pi

La Sereniffìma Principefla Rej te di Sallónia-Weimar dette alla nel dì 1. del corrente un Prii ereditario di quegli Stati, al «ual rono polli i nomi di Carlo Federi

Oltre le divifate fpedizioni c trezzi militari per 1'Ungheria , fon te ordinate nuove dilp. fizioni , av i Sindaci di quefti Subborghi avu incombeva di far ricerca di quanti retori portano ritrovare, ed inviarl Cancelleria di Guerra . Quivi rice un Unghcro per il viaggio, e Iòne diti con tutta follecitudine a lavi alle nuove Fortezze di Tcrefia-S'i e di Plefs nella Boemia , facendoti ftelfo nella Moravia, ed Auftria S riore. Si lavora con grande attivii diverfe altre opere relative al milit e già lì pongono in ordine 18000. r ture, é lono flati arruolati cento rurghi per. fervire nelle refpertive mate . In mezzo a tali difpofìzion verfi di quefti Perfonaggi hanno gi.' bito al Monarca di mettere in armi gli uomini a proprie fpeCe, e fra un Maggiore delle Truppe Banna ha, ottenuto da S. M. il permeilo di mare in Croazia un corpo di tao. < ciarori Tedefchi, e 100 Ulani. La putazione Economica di Praga ha; ro T ordine di alltflire con fretta gli • formi per 18 mila Croati , e fi profe ovunque con molto ardore la leva d reclute fensa rifparmiare veruna c Cirri principali • E1 di gii incornine la rimonta di quei cavalli, che fui deftinari per completare i refpettivi I gimenti, come fi avvisò in altra canone. Informata la Porta di tanti fpofizioni, ftbbene indecifa fempre torna alle riioincioni che farà pei p dere , cotirurtociò fi fente , che in q che modo penfi alla propria difefa, pendofi da Presburgo, che un Ccrt 3*1. mila Turchi fi era nello fcorfo| ntjo radunato lotto il «ornando di

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fcmor fraterno fono già nati. Comunità <;rilliane s' abbracciano fcambievolmcnfre; iRe iftefS gridano con tenera voce , fratelli amatevi fra voi. Tra non molilo la Santa Tolleranza feorrerà per I' Europa; dirà il favio , uniamoci per il iontiero appianato da Giuseppe fot&s un Velcovo univerfale; e l'uomo giallo rammenterà a jciafcheduno in particolare il proprio dovere , porgendola mino alla grand' opera. 4,

ITALI A 1 Livorno 17. Febbrajo.

Arrivato qui da Civitavecchia , ove «onfumò la fua contumacia Kaggi Smain C'aja Cognato dei Bey di Tuoiii, di dove potè fottrarg come già fi difle per venire a ilabilirfi in quella Città fi poi tò . follecitamcnre a Pila col fuo numeroso feguito por inchinare le LL. AA. RR. Giunto colà fappiamo che andò a imontare al Palazzo dell' Uifero, e nell* jlteiTa mattina fu ammelTo all' udien2a del R. Sovrano che lo accolfe benignamente , e gli fece diverfe inter.xogazioni per mezzo del fuo Interporre Sig. Buongiorno. Il detto Tunifino dimoltrù alla R. A. S. tuttala premu■ra, che gli effetti , e ricchezze feco -lui portate dalla Patria fodero ficure e non veniflero fequeftrare per parte •lei Bey di Tunifi come avea p'relcn.tito; al che gli fu rifpofto., che qualunque fonama di danaro, e gióje che avelie preffo di fe, come pure la fua ■perfona, farebbe irata ficurilTima in Toscana , ove poteva Sceglierli quel fog-giorno che più gli piaceflè, Quindi fi «legnò fenrirlo anche la R. ■Granduchefia e trattenerlo qualche tempo ; poi £a congedato con moka fua fodisfazione per la grande affabilità che ritrovò nei R. Sovrani dà quali venne invitato a godere d' una fella di ballo, che fu data nell' iftefsa fera in quel Teatro, ove efsendo andato a far nuova vinta nel palco delle LL. AA. RR. ebbe luo*o a' inchinarli ancora al R. Arciduca JVIafsimilano e R. Famiglia, quali rutti -fi trattennero rimirando il fuo ricco .abito, e la foggia colla quale era lavorate .

Roma 16. Febbrajo. Congedatiti da Sua Santità, dal Sacro

«. .«»,.... '..^; .> . <•'.

Collegio, e dalla prtmariaNolSiltà di fta Diininante gli Etninentifs. C «ali Banditi Arcivefcovo) di Bene to , e Capace Zurlo Arcivelcsvo J pali , lunedi mattina-partirono ini per i loro Arcivefcovadi .

Nella Regia Chiela delia Mad di Monferrato nobilmente parata tante li nazionali di S. M. Cact. p Regno di Aragona, dall' Eminei Card. Zelada, lunedì mattina fu facrato Monlig. Antonio Sencmanat vo eletto Velcovo d' Avila con c flati i Vefcovi adì denti Monfig. te (lini Arcivefcovo di Atene , e Alo Don Gregorio Barnaba CUiarare Vefcovo di Tivoli, ed alla funz furono prefenti Monfig. Malo Ca riere Segteto di S. S., i PP. Geni di S.Domenico , e diS. Agoftino, 1 ti Religiofi , ed Abati della natie ed il Sig. Teforiere di Spagna. In occalione il fuddetto Porporato tr a lauto banchetto il Confacrato , Vefcovi affilienti , con invito d Eminentiffinii Cardinali Antonelli, Archinto, diverli Principi, ed a dilliuta Nobiltà fino a diciotto perte .

Con il fblito fupremo permei principiò fabato il giorno il divertim to del Carnevale colle mafehere , e £ fa de' barberi, avendo riportata nel j mo giorno la Bandiera un cavallo ,; to il nome del Sig. Marchefe Malli 1

Secondo il pio collume di ogni no, dai Fratelli dell'Oratorio della Comunione Generale fotto il Patrc nio della Beatiffima Vergine della ì tà, e di S. Francefco Saverio nella m tina di lunedi fu fatta la folennc £1V< stione del SS. Sacramento da durare giorni in usa bene intefa macchina r prelenrante 1' infigne proiigiofa vir ria riportata da 300. Isdraeliti, oper da Dio per mezzo di Gedeone loro ( pitano, contro 135. milafoldati di IV dian , « di altri Paeli - Orientali.

Neil' ultima Congregazione del T bunale del Governo fu condannato; la pena della forca un certo Giufe pe Baleftra fpacciatore di papetti 6 per doverli efeguire il terzo giorno c prefente Carnevale, ma il S. Padre

- ftndo

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