페이지 이미지
PDF
ePub

AFFERMAZIONE

Ordina Cristo: Sia il vostro sì sì. Dice Mefistofele: Io son lo spirito che nega. Tra il Sì di Cristo e il No di Satana — tra l'affermazione eterna che la vita ha nella morte la su» ricompensa e la negazione impotente di chi fu impotente a creare, l'uomo deve scegliere — e non una volta sola ma ogni volta che il sole riafferma la luce sul buio della notte.

AFFEZIONARSI

Un giorno alla virtuosa consorte del comm. Quattrostomachi (favorevolmente nota nel mondo bancario e filantropico come instancabile organizzatrice di fiere di beneficenza e di thè danzanti per ciechi, mutilati e « terremotati ») fu domandato ingenuamente da un tale, che aveva ricevuto l'alto onore d'essere ammesso nell'entourage della predetta signora, se essa avesse mai visitato un'ospizio d'orfanelle posto a pochi passi di distanza dalla propria abitazione.

Al che la signora Quattrostomachi, accarezzando la testa del suo prediletto bulldog:

« No, veramente, non ci sono mai stata; forse non ci andrò mai; perchè non avendo figli, e quindi essendo immune, grazie al cielo, dalle noie che ne derivano, ho paura, ecco tutto, d'affezionarmi eccessivamente a qualcuna di quelle povere creature ! ». v E la conversazione passò ad argomenti più allegri.

AFFISSIONE

Il grande universale paretaio dell'esibizione universale. Se il pubblico ignora non compra, se il pubblico ignora non segue.

Bisogna dunque fargli sapere, al gran bestione, per mezzo di chilometri di carta disegnati coloriti e scritti con ogni membro da dei diavoli pazzi, che noi Uniamo la regina dell'acque purgative, che il nostro callifugo fa sparire anche il piede, o che al nostro Cinema si rappresenta la novissima film a colossale metraggio dell'ultimo definitivo impossibile.

E perciò su tutti i muri e lungo tutte le strade appiccichiamo e sovrapponiamo sempre più febbrilmente le molteplici indicazioni frenetico-figurate della nostra merce.

Ma poi butteremo giù case e strade; e quando avremo sventrato lo sventrabile e con tutte le risorse della meccanica, ci saremo fabbricati le nuove città fantasmagoriche e semoventi, allora, abbandonata l'attuale barbogia affissione, affideremo la centuplicata rèclame alle innumerevoli combinazioni foto-cromatiche d'una imprevedibile elettricità!

AFORISMA

Una verità detta in poche parole — epperò in modo da stupire più di una menzogna.

Tra gli aforismi laici — quelb' cristiani si chiamano logia e massime — il più profondo ch' io conosca è quello di Lord Palmerston: « La vita sarebbe sopportabile se non ci fossero i piaceri ».

AFFRICA

Detta anche il « continente Nero » perchè abitata, prima dell'arrivo provvidenziale degli Europei, da negri affamati di carne umana.

Per molto tempo ha servito come un gigantesco parco di carne da lavoro per gli evangelici Britanni e i puritani degli Stati Uniti; eppoi è diventata il campo aperto per le gare e l'esperienze coloniali delle grandi nazioni di pelle bianca. Le quali hanno portato laggiù le armi da fuoco, l'acquavite, la sifilide e il sistema rappresentativo colla ferma speranza di sterminare a poco a poco gli antichi abitanti, colpevoli di ferocia disarmata. Lo scopo che si proponevano gl' incivilitori è quasi raggiunto e nell'ultima guerra, per rendere più rapido lo sterminio, i francesi hanno portato in Europa, perchè prendessero parte ai nostri massacri e si educassero agli spettacoli della nostra civiltà, molte diecine di migliaia di negri affricani.

All'Omo Salvatico resta però una speranza: che nel centro dell'Africa esistano ancora, insieme agli ultimi ippopotami non confiscati dai giardini zoologici, alcune tribù non deteriorate dalla civiltà dei paesi/, temperati: e,;c'apajcf". perciò d'ingollare ogni tanto la carne" cM un esploratore e di allevare i figlioli nel salutare rispetto del bastone e del serpente.

Non va dimenticato, tanto per promemoria agli altezzosi moderni, che la prima grande civiltà della terra, dalla quale anche oggi potremmo imparare parecchie cose, è fiorita in Affrica, sulle due rive del Nilo, ahimè, non più misterioso.

AFRODISIACI

La vecchia cantaride è vinta: ormai la letteratura basta a titillare le prurigini dei liceisti viziosi e la lubricità dei satiri in disarmo. Metà dei romanzi moderni hanno per fine prossimo e remoto l'erezione; ergo gli autori dei suddetti romanzi sono dei diabolici prostituti i quali, dopo aver attizzata la lussuria, si rifiutano, come sarebbe giusto, di farla sfogare sul loro corpo.

AGANIPPE

Bastava, in Grecia, ber l'acqua della fonte d'Aganippe per diventar poeti. La fonte da gran tempo s' è asciutta e i verseggiatori moderni tentano di riacciuffare la poesia tracannando il « sugo della vigna », il « rio caffè », la « fata verde » cioè l'assenzio e magari la zozza. Sicchè non è da meravigliarsi se vengon fuori versi briachi somiglianti ai discorsi dei malati di delirium tremens.

AGANOOR VITTORIA (1865-1910)

"La sua più grande originalità fu di nascere a Padova di padre persiano.

Ebbe a maestro Zanella il quale, commosso da un carme della scolara sulla Grotta di Camoens, scrisse: « mi faccia la carità di continuare nello studio; lo dico per lei, per la sua famiglia, per me, per l' Italia ». Purtroppo gli dette retta e stampò, fra l'altro, un canzoniere amoroso del quale il Croce — che di poesia e d'amore s'intende come la nottola del sole — scrisse che « è certamente il più bello che sia stato mai composto da donna italiana ».

L6 :?tfe:.s!> I;t>qìo ^jdicò" vero canto filosofico un'ode alla
Primavera dove sono questi versi:

Li sa, li sa gli eterni madrigali
di rose e d'ali di trilli e di raggi,
e i languidetti omaggi,
che gli echi ristornellano alle brezze
dei venti innamorati e sospirosi

e altre simili arcadicherie. A voler essere giusti diremo che nelle sue poesie trovi decenza di forma e sentimenti di buona donna — novità, bellezza e potenza assolutamente mai.

AGAPE

I primi cristiani usavano, per ricordare e conservare la fratellanza, di riunirsi insieme per consumare le elemosine raccolte; il di più era dato ai poveri ed ai malati. Oggi l' « agape fraterna » è la periodica ribotta dei frammassoni; dove le bestemmie dei venerabili tengon luogo di Vangelo, i rutti dei convitati ripieni della musica, e il fumo dei sigari del fumo dell'incenso; e gli avanzi son divisi tra i cani e i camerieri. Usanze, del resto, che fioriscono anche tra molti che si dicon cristiani.

AGAR

Due volte scacciata da Abramo per gelosia di Sara, due volte errante col figlio nel deserto, prossima a morir di sete, è soccorsa da Dio che le fa trovare un pozzo. Come Eva fu scacciata; come Maria errò nei deserti; come la Samaritana trovò, vicino al pozzo, Iddio. Simile ad Agar l'anima nostra nomade nel mondo — finchè non abbia trovato l'acqua viva che disseta in eterno.

AGAZZARI (FILIPPO DEGLI)

Frate senese del trecento, autore d'un libro di Assempri che fortemente raccomandiamo alle zambracche cocainiste e a' loro vagheggiatori. Ne riportiamo uno per assaggio:

« Fue ne la città di Siena una giovana, la quale la madre sua avendola maritata, e volendonela mandare a marito, acciocche ella paresse più bella e scarca, le fece una robba tanto stretta, che la sera medesima ch'ella n'andò a marito, essendo a mensa con molte donne e uomini e avendo forse mezzo mangiato, la misera fanciulla presente tutta la gente che v'era standosi a mensa crepò: e così la misera madre fu micidiale de la sua figliuola. E volesse Iddio che intervenisse così a tutte l'altre misere femmine, le quali tutto el loro studio pongono in lisciarsi et in addornamenti de' lor maladetti corpi fracidi; le quali notricano le loro putride carni a vermini e l'anima a diavogli, le quali son cagione continuamente de la dannazione di molte anime; e di tanti peccati, quant'elle sono cagione di fare ad altrui, d'altrettanti son gravate le lor misere anime ».

AGESILAO

Re di Sparta famoso per le sue vittorie sui Persiani e sugli Ateniesi. Ma più famoso dovrebbe essere per avere, sia pure per acquistar fama e benevolenza, usato coi nemici in modo quasi cristiano. « Se avveniva — racconta Plutarco — che alcuno degli avversari suoi cadesse in miseria, era il primo ad averne pietà, e ricercatone, lo soccorreva prontamente, procacciandosi per questa via l'onore e la benevolenza di tutti ». « Agli avversari non nocque mai in palese, e prestando sempre qualche favore acciò alcuni di essi ottenessero condotte o magistrati, fe' conoscere che s'erano mal portati e con avarizia: e di più con l'aiutargli e soccorrergli ne' giudizi, di nimici che erano se gli rendè amici, e sì a sè gli tirò che più non ebbe avversario ».

Dal che si vede che l'amore per i nemici può essere anche un'eccellente politica.

AGGEO

Uno de' profeti minori del Vecchio Testamento. Così gli parlò il Signore un giorno: « Applicatevi col vostro cuore a riflettere sopra i vostri andamenti. Avete seminato molto e fatta piccola raccolta, avete mangiato e non vi siete saziati, avete bevuto e non siete inebriati, vi siete coperti e non siete riscaldati, e colui che radunava i salari

« 이전계속 »