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Quando la panna montata si smonta, ti ritrovi in fondo alla scodella un po' d'acquiccia torbida ed acida. Bevila tutta per te, critico montato, che il Salvatico beve acqua di fonte o vino di Chianti.

6.

AI FILOSOFI SENZA FILO

Avrete un bel dire, gentili spaventisti del quarto d'ora, che siamo « digiuni » di filosofia perchè non voghamo mangiare alla vostra tavola le buccie dell'antichissimo pomo offerto dal sempre vivo serpente, nè succiare il fondigliolo di spuma rimasto in fondo al vostro bicchiere di birra konigsbergiana. Inutile sorridere benchè si sappia, a priori e a posteriori, che le vostre labbra, simili a quelle dei grammofoni, sono inabili in perpetuo al riso e al sorriso.

Per quanto diciate, anzi in quanto dite, siamo filosofi anche noi, e navighiamo, a vostro dispetto, ma col vostro implicito consenso, nell'altissimo mare, senza rive ed approdi, della filosofia. Non è forse vero — secondo le vostre bibbie esoteriche ed essoteriche — che il reale è spirito, che lo spirito è filosofia, che la storia è filosofia, che lo spirito è l'essere, e l'essere è storia, e la storia è atto, e l'atto è spirito, e spirito è filosofia? Tutto è filosofia, non v' è nulla che non sia filosofia. Quando uno starnuto, partito dal cerebro, irrompe dalle cavità nasali e fa fremere l'aria e tutta la persona — non è questo forse un momento dell'essere e un atto reale, cioè fatto spirituale e per conseguenza filosofico? E quando sedete sul seggiolino, dopo esservi tramutati per necessità in sansculotles e cercate di estrarre dal vostro corpo quella parte di cibo che il vostro intestino rifiuta — a somiglianza di quando espellete dal vostro cervello i pensieri che troppo lo graverebbero e ne fate dei libri — non è forse il vostro spirito in azione sotto forma di volontà e di coscienza, non compiete insomma un atto che, come tutti quelli compresi nelT universale categoria del reale, è squisitamente filosofico?

Vorrete forse negare che i Salvatici facciano parte della realtà? Potrete negarci di appartenere allo Spirito che tutto racchiude e comprende? Vi permettereste forse di dubitare che le nostre idee, per quanto balzane ed antiche, siano atti eminentemente spirituali?

Noi siamo, dunque, nella filosofia e non soltanto come materia filosofabile, ma in quanto attori necessari di queil ' infinito dramma che ha un solo vero protagonista, lo Spirito colla maiuscola, e infiniti coristi — gli spiriti colla minuscola.

Siamo, direte, i spiriti sorpassati, che riecheggiano vecchi pensieri. Neanche per sogno. Voi stessi, nipoti di Kant, figlioli di Fichte, adepti dello spaventismo e del gentilesimo, ci avete insegnato che ogni pensiero è come non esistente, se non vien rivissuto da uno spirito presente e vivente, e in noi rivive — sia pure indegnamente e imperfettamente, ma con piena sincerità e con nuovi atteggiamenti — quel vecchio pensiero uscito dalla Rivelazione dei Due Testamenti, che voi, concittadini dell'astuto Pulcinella e dell'arcade Meli, vorreste soavemente seppellire sotto una pioggia di fiori bianchi, votivi e mortuari.

E voi stessi, del resto, filosofi dello spirito e dell'assoluto, non siete forse ripetitori o rivivificatori di vecchie teorie tedesche, romantiche e perfino positiviste? Non avete forse rimesso al mondo, con qualche cambiamento di frangie e di taglio, il secolare Fichte e il secolare Hegel e il quasi secolare Cousin?

E andando più in fondo ancora, non si potrebbe sostenere che siete una rincarnazione, ipocrita e perciò più pericolosa, dell'antichissimo monismo ateo? Per i materialisti tutto era materia, anche lo spirito; per voi tutto è spirito, anche la materia; per i materialisti tutto era scienza, anche la filosofia ;. per voialtri tutto è filosofia, anche la scienza. E tutti e due siete atei: perchè usare il nome d'Iddio — come spesso fate ingannando le anime semplicette che non sanno — per indicare lo Spirito, cioè l'unità universale di tutti gli spiriti, che poi è identico all' insieme della realtà, è una truffa perchè il vostro Dio, non avendo nessuno degli attributi divini, nè la personalità nè la trascendenza, non è un Dio, e la vostra filosofia religiosa è, tutt'al più, una risuolatura del vecchio panteismo sfondato.

E in un'altra cosa siete simili ai materialisti che combattete a discorsi per rendervi accetti alle nuove generazioni: nel giudizio che date delle religioni e specialmente del Cristianesimo. I materialisti dicevano che la religione era un resto di concezioni mitiche adatte tutt'al più ai cervelli delle beghine e dei ragazzi, cioè ai semplici — e la religione, per voi, è la filosofia dei fanciulli, dei « poveri di spirito », la metafisica puerile — quella che si può insegnare nelle scuole elementari ma che deve dare il posto alla vostra filosofia di adulti, di barbuti e di professori appena si sale al liceo e all' università.

Voi potete risponderci che i vostri nasi ricevono, tra gli altri incensi, anche quelli di certi cattolici. Lo sappiamo benissimo; ci sono stati sempre, anche nel cattolicismo, uomini che si contentano di caparre e hanno bisogno di sentirsi in buone relazioni coi feticci del giorno. Noi, come Salvatici, badiamo alla sostanza e non ci contentiamo dei crocifissi amministrativi nè una presina di catechismo concessa dagli atei, in via provvisoria, ai cristiani al disotto di dieci anni. Siamo attaccati, come cipressi alle balze scogliose, a quel vecchio Cristianesimo che non riconosce nessuna filosofia al mondo quando sia in contrasto con quanto è detto in San Matteo, in San Marco, in San Luca, in San Giovanni e in San Paolo. E in fatto di filosofie dello spirito ne rispettiamo una sola — la filosofia dello Spirito Santo, costruita dagli Apostoli, dai Padri, dai Dottori e contro la quale i gerghi siculo-alemanni non sono che sillabazioni di balbuzienti.

A voi, come seme di Abramo, come scolari di Mose, come sudditi di David, chiediamo umilmente perdono, col viso nella polvere, per avere talvolta offeso, nella vostra miserabile persona, il popolo sacro, scelto da Dio per ripetere le Sue parole e per ospitare il Suo Figliolo.

Ma è colpa nostra se troppo spesso ci fate ricordare che siete pure i nipoti di Caino, i discendenti di Acab, i posteri di Barabba, i fratelli di Giuda e i copisti di Caifa? Quando gli assassini di Cristo si convertiranno a Cristo saranno i più grandi cristiani del mondo — ma fino a quel giorno la collina del Golgota è, tra noi e voi, una muraglia di monti più invarcabile del Pamir.

Può darsi che si prenda abbaglio, eppure ci sembra che con voialtri si dovrebbe andare d'accordo — almeno almeno con quell'armonia veramente prestabi-" lita che c' è tra le bacchette di nocciòlo e le chiappe del ciuco.

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8.

AI PROTESTANTI

17

Anche l'Omo Salvatico, come voialtri, protesta. E protesta contro un' infinità di cose e di persone. E protesta tanto e con tanta passione che voi, al suo confronto, siete, scusateci, dei protestanti per modo di dire, protestanti tiepidi e timidi, protestanti all'acqua di camomilla e di gelsomino.

Figuratevi che l'Omo Salvatico, benchè discepolo indegno e imperfetto di Cristo, si ostina, prendendo alla lettera il Vangelo, a protestare contro il Mondo e contro i pensieri, i costumi, i piaceri, i trionfi del Mondo.

L'Omo Salvatico protesta in particolar modo contro il mondo moderno, contro il mondo quale s' è venuto disfacendo da cinque secoli a questa parte.

Protesta contro la rivoluzione umanistica che ha rimesso sugli altari la cultura pagana rinnegata dal cristianesimo.

Protesta contro la rivoluzione luterana che ha frantumato la Cristianità sostituendo alla sacra monarchia romana l'anarchia del libero esame e delle sètte.

Protesta contro la rivoluzione industriale che ha imbruttito la terra, ha ridotto gli uomini a una nuova e più dura servitù, e ha sostituito dappertutto la quantità alla qualità, la materia allo spirito, il denaro alla pace.

Protesta contro la rivoluzione filosofica ch' è partita dal dubbio, ha contrapposto la ragione alla fede, e ha messo l'uomo nel posto d'Iddio.

Protesta contro la rivoluzione democratica che ha scemato le libertà e cresciuto i pesi dei cittadini, che ha fondato la dominazione del numero bestiale e delle maggioranze incompetenti, e col pretesto di togliere i regni dalle mani dei re per diritto divino li ha dati a mungere e decimare a bande plutocratiche irresponsabili.

Protesta contro la rivoluzione comunista la quale, vantandosi di sopprimere le ineguaglianze economiche, instaura più atroci e ingiuste disuguaglianze, e vuol rubare al popolo la fede dandogli in cambio fame e forca.

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