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Protesta infine contro tutte le tartaree novità che deliziano gI' imbecilli contemporanei: il bar, il cinematografo, il grammofono, l'ascensore, il telefono, l'automobile, la motocicletta, il sidecar, l'areoplano; protesta contro l'adorazione del meccanico, il culto della velocità, l'ingordigia dei comodi materiali; contro i balli animaleschi e ruffiani, contro i teatri bordelli, contro la romanzistica dell'erezione, contro la pittura dei dementi precoci, contro la filosofia degli atei paralitici — protesta contro i puzzi della benzina, del coke, dell'antracite, dei profumi parigini che appestano l'aria; contro i fragori, i frastuoni, i rombi delle macchine che insudiciano il silenzio; contro i fumi, i vapori, i polveroni che sporcano il cielo.

Ma protestiamo, e protestiamo con maggior forza di tutte l'altre proteste, contro quei protestanti, da qualunque congregazione, setta o stalla usciti, che vengono in Italia per strappare i poveri ignoranti cattolici alla medievale tirannia, come dicono, del vescovo di Roma.

Di qualunque razza siano — emorroidi di Lutero, caccole di Calvino, unghie di Huss, sputacchi di Zuinglio, bollatiche di Socino, forfora di Wesley, calli di Fox, catarri di Spener, geloni di Giansenio, croste di Manete o di Ario, — noi protestiamo contro gli apostoli della disunione e della disubbidienza.

Lasciate agli italiani la povertà — è la vedova onorata del loro San Francesco.

Lasciate agli italiani l'ignoranza — è quella stessa di San Pietro, quella raccomandata dall' Imitazione di Cristo e dal pazzo di Cristo, Jacopone.

Lasciate pure gli italiani nelle tenebre del-Medioevo — in quelle tenebre Arnolfo ci vedeva abbastanza per inalzare le sue fabbriche, Giotto per dipingere la Cappella degli Scrovegni, Dante per scrivere la Commedia e Tommaso la Somma — e tutti guardavano alla luce che usciva dalle grandi basiliche romane.

Lasciateci pure sotto la tirannia del Papa: è una tirannia istituita da Cristo, è la tirannia di un padre e noi la preferiamo infinitamente alla tirannia dei pastori, dei quacqueri, dei concistori e dei libri. Noi salvatici, noi medievali ci teniamo ancora alla bolla Unam Sanctam: « Porro subesse Romano Pontifici omni humanae creaturae declaramus, dicimus, diffinimus et pronunciamus omnino esse de necessitate salutis ».

Come vedete, cari fratelli separati, — separati per volontà e colpa vostra, — noi protestiamo contro assai più cose che non protestate voi e siamo dunque, al vostro cospetto, i veri e maggiori protestanti dell'universo mondo. Se volete convertirvi al nostro protestantismo vi riceveremo a braccia aperte e con aperto cuore. Vi chiediamo poco, una cosa sola: di sottoscrivere insieme a noi i documenti datati dai palazzi Vaticani negli ultimi sessant'anni: dal Sillabo di Pio IX, di gloriosa memoria, all'enciclica Ubi arcano Dei di Pio XI, felicemente regnante, inclusive.

E allora soltanto comincerete, insieme a noi, a protestare sul serio.

Amiche gentili, signore d'illustre sangue, lettrici di Rimini e di Saint Moritz, spose pudiche, giovinette senza entrate di nessuna sorta, cristiane cattoliche romane che andate al teatro di varietà, pensionate di Pafo e di Citerà che andate alla messa, dottoresse di molta scienza, dame di beneficenza, fanciulle senza innocenza, scolare nel ginnasio d'amore, trentenni piccanti, quadragenarie di bocca tonda, sessantenni arzille

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— come potranno i Salvatici salvarsi dalla vostra profetizzabile disapprovazione ? Siamo pur villani ed ispidi e malgraziosi; disadatti alla riverenza, negati all'arte del sottinteso; la stessa oscenità, piacevole quand' è amabilmente adombrata more gallico, sotto le nostre penne diventa materia predicabile o tema di scherno; e in tante centinaia di pagine ce ne fosse una, una sola, destinata a laudare, siccome conviene, la bellezza delle appassite, la castità delle Messaline, l'arcipotenza intuitiva della psiche femminile, l'eterno femminino regale e la molteplice forza del sesso debole!

I Salvatici pregano la Madonna — ma non s'inginocchiano alla Donna. E la Donna, nei tempi stupendi nostri, è ben più alta che la Madonna. Ha vinto la Madonna — la quale era Vergine e Madre mentre la Donna, oggi, non vuol essere, se appena può, nè vergine nè madre. Verginità e Maternità: due catene, due schiavitù: la donna l' ha infrante e s'è liberata: la prostituta sterile è l' ultimo radioso ideale, non ancora raggiunto ma sempre più prossimo, dell'evolvente femmina novecentista.

Non possiamo dunque, in coscienza, consigliare la lettura di questo alfabetico libello alle portatrici di sottane, alle vedove di Sansone, alle postere di Assalonne, alle scolare del Serpe, alla metà, insomma, più adorabile del genere umano. Le dotte non troverebbero qui l'usato divago; le donne di mondo il cibo che a loro apparecchiano i giudei grossisti della confezione letteraria; nè le beghine, ohimè, una nuova provvista di giaculatorie crepuscolari. Le abbiamo avvertite fin dalla soglia — e un recentissimo proverbio suona così: T Donna avvisata, mezza cascata.

10.

AI MONDANI

Impossibile proprio non è — « bisogna stare al giorno ! » — che a qualcuno di voi capiti nelle mani questo primo volume del nostro libro. Mi permettete, in questo caso, di riferire alla meglio, alla buona, alla diavola, le vostre impressioni?

— Che ingenuoni, questi pretesi Salvatici! Perchè pigliarsela tanto calda? Perchè arrabbiarsi a questo modo? Perchè' vociferare e sbraitare contro questo mondo che pure li ospita e li sopporta? Perchè rider sempre ma di quel riso che non vien dal cuore e non fa buon sangue? Di quel riso amaro, cattivo, invidioso, che non leva davvero un chiodo dalla bara ma che manda al camposanto più presto, gialli di fegato prima che gialli di morte?

« I predicatori ci son sempre stati e più bravi di loro, più eloquenti, più pungenti, eppure il mondo è rimasto giuppersù lo stesso. Nè poteva accader diversamente. Anche il corpo ha i suoi diritti e la modernità le sue esigenze. Date a Dio quel ch' è di Dio e al Diavolo quel ch' è del Diavolo, come diceva un tale che non mi ricordo il nome.

« Questo, signori Selvatici, è fiato al vento, tempo perso, carta sciupata. Chi vi piglierà sul serio, fuor di qualche giovinotto della gioventù cattolica o di qualche prete di campagna? Le passioni religiose ormai sono sbollite, svanite, finite, ed è gran fortuna, che del sangue n' hanno fatto spargere abbastanza. Oggi si combatte e si muore, ma per altri ideali, più tangibili e visibili. E mettetevi in testa che un po' d'amabile scetticismo, contornato da un'alta dose di tolleranza, è la migliore regola che sia al mondo — specie in questo d'oggi ch' è veramente un « mondo di tolleranza ».

« Il vostro nemico vero non è l'ateismo o il materialismo o l'idealismo: è l'indifferenza, il je'm'en fichisme delle classi colte: le quali non odiano il Cristianesimo ma lo ignorano, o lo conoscono come fatto storico, e se volete estetico, ma non ci s'appassionano e tanto meno non si spassionano — non lo vivono, non li tocca, in una parola non l'interessa! Voi siete in ritardo di cinque secoli, o per lo meno di trecent'anni: sono un po' troppi, specialmente per noi che viviamo pienamente la vita del novecento ! ».

Ben miagolato, gatti di grand hotel e di transatlantico! E voi, ragazze extra dry e spose d'alto bordo e patronesse del nulla e gentiluomini di molte anticamere, controfirmate certo a quattro mani l'esposto. Per voialtri e voialtre è indifferente sapere se siamo nati a viver come bruti marcibili o per diventare angeli in eterno; è indifferente sapere se Dio parlò agli uomini o se pure siamo irremissibilmente soli in mezzo alla solitudine infinita dell' infinito; è indifferente sapere se Gesù fu un legnaiolo isterico che si sfece nella fossa dei giustiziati o un Dio salvante, trionfante e risuscitato; è indifferente sapere se dobbiamo tener la Chiesa come un bel monumento d'archeologia sto- rica o come la vera casa dell' uomo, fondata da Dio perchè un pastore unico guidi un gregge unico alla virtù e alla salvezza; è indifferente sapere se il vostro prezioso e delicato corpo, che pure dovrà imbacare e disfarsi, contiene un'anima immortale o soltanto un fiato che la morte mozza per sempre; è indifferente sapere se dobbiamo essere l'uno all'altro come lupi o se dobbiamo scaldare col nostro corpo l'ignudo e baciare le ferite del nemico.

Per voi, abiti di moda riempiti di carne grassa e vogliosa, per voi, maiali eretti, ripuliti dal manicure, dal pedicure, dal parrucchiere e dal sarto, è più importante sapere qual' è l'ultimo scandalo del vostro pic

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