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dere tutti i casi e i frangenti e allora si vedrà che gli assassini veri, in fondo, son pochi. Chi ammazza per difendere il suo non è un assassino; che ammazza per troppo amore non è un assassino ; chi ammazza per vendicare il suo onore non è un assassino; chi ammazza per legittima difesa non è un assassino; chi ammazza spinto dalla fame atroce, come quelli della zattera della Medusa, non è un assassino; chi ammazza un tiranno non è un assassino....

Domando e dico, conclude il Dottore, dove sono gli assassini veri e propri ? Ho una gran paura che anche questo orrore dell'omicidio non sia altro che un residuo di quelle tavole apocrife che Mosè portò giù dal Sinai dando ad intendere ai poveri ebrei spaventati che si trattava dei comandamenti d' Iddio!

ASSEMBLEA

Ci sono tre principali assemblee: l'assemblea dei rappresentanti del popolo in cui i rappresentanti studiano il modo di rimbecillire e di tassare il popolo; l'assemblea degli azionisti in cui si spartiscono i guadagni leciti e illeciti delle società dette, per prudenza, anonime; e l'assemblea annuale del partito nella quale il partito si partisce in due o tre frazioni o fazioni per ricominciar daccapo l'anno dopo.

ASSENTEISMO

Assenteismi celebri: quello di Nicodemo al Sinedrio, quello di Pietro alla Crocifissione, quello di Tommaso al Cenacolo. Oggi sono assenti al banchetto di Cristo tutti gli eretici, tutti gli scettici, tutti i pagani, tutti i superbi, tutti gl'impuri. Ma nel giorno dei clangori resuscitanti non saranno possibili assenze: e la Presenza gloriosa del Padre chiederà stretta ragione di tutti gli assenteismi dei figli.

ASSENZIO

ovvero la « musa verde » dei poeti francesi: da De Musset a Verlaine e via giù calando. In Italia, più sani, sappiamo che l'assenzio è un veleno e il popolo dice « amara come l'assenzio » di cosa amarissima. Per conseguenza non esiste, da noi, poesia moderna: Carducci bevitore di vino è un contemporaneo del Monti e D'Annunzio astemio risale, come hanno detto di corto, ad Omero.

ASSERELLE

Due tavolette fra le quali « i nostri cari giovinetti » tengon legati con una cinghia durante il tragitto, dalla casa alla scuola e viceversa, i numerosi « libri di testo » che contengono i primi principii della scienza laica ed obbligatoria.

Anche l'Omo Salvatico, da ragazzo, dovè trasportare, giornalmente, fra quei due pezzetti di legno, la colazione e la merenda governativa che si pretendeva di far trangugiare alla sua anima.

Ma era un cibo che lo faceva recere; e perciò dell'asserelle e del loro nobile contenuto egli se ne serviva, soprattutto, come proiettile da scagliar sulla testa e sulla schiena dei suoi più diligenti compagni.

Da tali inizii, poco rassicuranti, era facile prevedere che quel ragazzo sarebbe doventato un pessimo cittadino.

E infatti, oggi, si vede!

ASSICURAZIONE

Di tutte le assicurazioni, la più importante è quella sulla vita.

Un tempo (al tempo del re Pipino) i santi si assicuravano la vita, con macerazioni, penitenze, digiuni, opere di misericordia, preghiere ed estasi.

Oggi l'onesto professionista, il savio pensionato, o l'accorto proprietario, si assicurano la vita (quella non chimerica) dall'agente ad hoc.

E soltanto quando creperanno (cioè a dire quando incominceranno a vivere, di là, nella dannazione eterna) s'accorgeranno, con terrore, che la polizza, firmata di qua, non è più valida.

ASSIDUO

L'assiduo è un collaboratore gratuito e occasionale, che poppa assiduamente una delle tante enciclopedie cotidiane da quattro soldi alla quale regala di quando in quando, sebbene con timidezza e rispetto, una stilla della sapienza propria, fondata unicamente sul proprio modesto buon senso.

L'assiduo, quando ha da proporre o da rettificare qualche cosa, incomincia un'epistola così:

« Spett. Sig. Direttore: Vengo con la presente.... ». Oppure:

« Scusi se mi prendo la libertà.... ». Ovvero:

«Avendo letto nel suo pregiato giornale......

Lo stile, dice Buffon, è l'uomo.

Infatti lo stile dell'assiduo è lo stesso assiduo. E i giornali son fatti principalmente per gli assidui, i quali formano, con l'aiuto del giornale, quella tale opinione pubblica.... che se la tocchi stai fresco!

ASSIOMA

è ciò che non ha bisogno d'esser dimostrato perchè troppo evidente. L'imbecillità dei nove decimi degli uomini viventi non ha bisogno di esser dimostrata, dunque è un assioma. Da questo assioma si posson trarre parecchi corollari.

i° che le idee degli uomini d'oggi sono imbecilli e per conseguenza da risputarsi;

2° che le azioni dei suddetti uomini sono inficiate d'imbecillità e per conseguenza contrarie alla giustizia, alla verità e alla carità;

3° che i figli di questi imbecilli, essendo allevati e istruiti da padri imbecilli, diventeranno sempre più raffinatamente imbecilli;

4° infine che i pochi intelligenti rimasti, essendo un' infima minoranza, sono, secondo le leggi della democrazia, nel torto, dunque sospetti, per conseguenza colpevoli e in quanto sospetti e colpevoli degni della pena capitale. ASSISE

La corte d'assise è quel posto dove dodici presunti galantuomini — tra i quali si possono benissimo incontrare degli stupratori o dei ladri in incognito — debbono condannare quel 13 per cento di delinquenti che la questura riesce ad agguantare e che, per strana congiuntura, non abbiano commesso i loro delitti per irresistibile slancio di passione o per vendicare il proprio onore o per legittima ritorsione.

ASSISI

dopo Gerusalemme, Betlemme, Nazareth e Roma è una delle città più sante della terra. La santità di Francesco, il genio di Giotto, la lode di Dante, il sorriso d' Iddio l' hanno incassata, come una gemma mistica, sopra una delle più meravigliose vallate del mondo.

Ma la civiltà moderna, che nulla risparmia e rispetta, ha pensato anche a insudiciare Assisi. Presso uno de' più antichi e venerabili santuari francescani, vicino a Santa Maria degli Angeli, esiste fin dal 1908 un grandioso stabilimento per la fabbrica del Perfosfato della società Montecatini (200 milioni di capitale versato, sede Milano) che occupa in tutto 95500 mq. di terreno e produce ben 160.000 quintali all'anno di perfosfati. Così una società che ha nome dalla purga appuzza l'aria di San Francesco per fabbricare concimi e acido solforico e dar quattrini ai quattrinai milanesi.

Se si aggiunge, a questo ornamento, i pellegrinaggi degli esteti atei e dei francescanofili luterani e salottai la profanazione di Assini non lascia più nulla a desiderare, e il Denaro s' è ben vendicato dello sposo della Povertà.

ASSOCIAZIONE

Qualunque associazione è una gabbia con dentro diversi uccelli che, beccandosi rabbiosamente fra loro, non hanno il coraggio, quasi mai, d'abbandonarla anche se vedono l'usciolo aperto.

Non solo; ma coloro che dedicano i più appassionati gorgheggi alla libertà, son proprio quelli che più amano la gabbia, cioè a dire la schiavitù.

Più volte qualcuno di questi ingabbiati ha invitato l'Omo Salvatico (uccel di bosco) a entrar dentro; ma invano. Egli non vive bene che alla macchia; e se svolazza talvolta intorno alle dorate voliere degli uccelli inciviliti, è soltanto per apprezzar meglio i numerosi vantaggi della propria inciviltà.

ASSOLUTO

Prima e dopo Einstein si sapeva e si sa che tutto è relativo e dunque ch' è vana cosa parlar d'Assoluto. Assoluto vuol dire, secondo etimologia, sciolto ..da ogni vincolo, liberato, ed è giusto che non voglian saperne quelli che rifiutano la Liberazione, detta anche Redenzione, offerta dal Figliolo d'Iddio mentre era legato sopra una croce tutt'altro che relativa.

ASSOMMOIR

Celebre e laido romanzo del fu Zola Emilio, cretino francese di origine italiana. Fra gli altri suoi sudiciumi è de' men sudici come arte, ma de' più sudici come spettacolo: l'eroina finisce prostituta, l'eroe finisce col delirium tremens e il personaggio poetico è un fabbro, patetico fino all' imbecillità integrale.

ASSUNZIONE

Il cav. Deifobo Luciferini, ritto sullo scalino della farmacia di Bagoghij vedendo entrare in chiesa la gente vestita a festa, domanda al donzello comunale che gli sta accanto: Si può sapere che diavolo di festa è questa ? Al che il donzello, atteggiando le labbra, per compiacenza, ad un mefistofelico sorriso:

—r- E l'Assunzione.

E il cav. Deifobo: — Io non conosco altre assunzioni che quelle degli eroi nel « cielo indigete della patria ».

ASSURDO

Il Prof. Eliodoro Sofopanti, esimio conferenziere, aveva annunziato un suo discorso intitolato: Il trionfo dell'As

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