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l'altre cose che si sentiva orgoglioso d'esser bagoghiano e italiano; che si sarebbe adoperato per illustrare con l'ingegno largitogli da madre natura Bagoghi e l' Italia; che grandi battaglie lo aspettavano nella stampa, nel parlamento e nel fòro; e concluse col dimostrare che Bagoghi era il fiore dell'Italia, e che l'Italia, terra di Giordano Bruno e di Dante, era il giardino del mondo.

La sera, in paese, ci fu concerto vocale e strumentale e illuminazione alla Fantappiè.

Tre anni dopo, l'avv. Pappagorgia, già comproprietario d'un giornale e azionista di diverse banche, fu incaricato da Sua Maestà, in momenti difficilissimi, di formare un ministero di conciliazione, dal quale si aspettava la salvezza della patria.

E l'illustre bagoghiano Pappagorgia, abilissimamente, e quasi di sottogamba, la salvò.

AZEGLIO (MASSIMO D') (1798-1866)

Creatore della celeberrima frase: L'Italia è fatta, ora bisogna far gl' Italiani.

Per offrire un modello adeguato per questa fabbricazione scrisse i propri Ricordi, nei quali si manifesta simile a quei grandi Italiani del Rinascimento che furono, come dicono i professori di liceo, multanimi e poliedrici. Il nostro Massimo, difatti, come uomo di stato voleva espellere dal Piemonte i rifugiati del '48 e promosse con le leggi Siccardi la lotta contro la Chiesa; come pittore dipinse la Sfida di Barletta e come letterato sposò una figliola di Alessandro Manzoni.

AZIENDA

Un giorno al sig. Teofilo Panciadoro (persona religiosa e facoltoso esercente) fu raccontato da qualcuno che San Francesco (figlio d'un rinomato mercante di pannine) nonostante tutta la sua santità, non si peritò di rubare (diciamo rubare) diverse stoffe dal negozio paterno, per restaurare col ricavato delle medesime una chiesa in rovina. Non solo, ma che in seguito, essendosi messo a fare, per amor di Cristo (bell'amore !) ogni specie di mistiche pazzie, finì

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col gìttare il discredito perfino sull'azienda già felicemente gestita dal suo disgraziato genitore, la quale, sebbene la storia non lo dica, è supponibile che andasse a rotoli.

Sul primo, di fronte a tali notizie, il nostro religioso Panciadoro rimase incredulo; ma poi dovè pur troppo convincersi che quella era la pura e semplice verità.

E allora, pensando con raccapriccio che la propria azienda gli potesse venir rovinata da un figlio della risma di San Francesco, non potè fare a meno d'esclamare: « Se la cosa sta proprio in questo modo, io mi formalizzo altamente che la Chiesa non si vergogni di certi santi ! ».

AZIONE DIRETTA

Certe volte (sebbene di rado) ci si contenta dell' « azione dimostrativa », cert'altre si passa dall'azione dimostrativa all'azione diretta; ma più spesso, sempre più spesso (finche prestissimo sparirà qualunque eccezione) l'azione diretta non soffre ostacoli. Fra poco, un secondo prima dell'azione, non ci sentiremo più dire: « ti rompo il muso », ma ci troveremo fulmineamente col muso rotto, e non avremo neppure la modestissima consolazione di sapere nè il perchè nè da chi.

L'educazione fisica ha sorpassato gloriosamente qualunque più rosea aspettativa.

Tanto che, d'ora in avanti, soltanto a mettere il piede fuori dell'uscio, c' è il caso d'aver l'onore d'essere educatamente ammazzati, per puro sport.

AZIONISTA

L'azionista è, insieme all'assiduo, all'elettore, al contribuente, al cavaliere uno dei personaggi più diffusi della grande atellana del nostro secolo. L'azionista, contrariamente a quel che potrebbe immaginare il volgo profano, non fa nessun'azione ma si contenta di tenere chiuse le sue azioni e di recarsi ogni anno a riscuotere quello che hanno prodotto, grazie al lavoro di altri uomini che compiono azioni penose e faticose per otto ore del giorno.

AZTECHI

Famoso popolo morto, che dopo aver conquistato il Messico, fu, a sua volta conquistato e sterminato dagli spagnuoli.

Molte cose si raccontano e si conservano degli Aztechi — perfino monumenti e inni. Ma nulla merita d'esser ricordato più del mito dei Quattro Soli.

Gli Dei, secondo gli Aztechi, crearono un dopo l'altro quattro mondi illuminati da quattro differenti soli. Sotto il regno del primo sole, Chalchiubtonatiuh (sole di gemma) venne una specie di diluvio e gli uomini che non affogarono furon cangiati in pesci; sotto il secondo, Tletonatiub (sole di fuoco) gli uomini miserabili si nutrivan di gramigna e una pioggia di fuoco li distrusse e li trasformò in cani e galline; sotto il terzo, Tohualtonatiuh (sole di tenebre) gli uomini mangiavano la pece e furono sterminati dalle belve e dai terremoti; sotto il quarto, Ehecatonatiub (sole del vento) gli uomini campavan di frutti ma furon distrutti dalle tempeste e trasformati in scimmie.

Cortez, nel 1521, mise un termine alla civiltà azteca e non sapremo mai com'essi avrebbero concepito il quinto sole, cioè quello che regna oggi. Uno degli ultimi discendenti di Motecuzoma, che vive ancora in Cuernovaca nel Messico, ci confidava che il nostro sole è detto Sole di sangue, che gli uomini di questa epoca si nutrono di carne e di merda umana e che diventeranno, fra non molto, iene e scarabei. (1)

AZZECCAGARBUGLI

— Il signor Alessandro Manzoni — diceva un giorno in un crocchio autorevole l'avv. Pappagorgia — a me è sempre andato poco a genio. Dicono che scrive bene; sarà ma quello stile freddino freddino, con quei risolini un po' scemi e un po' maligni, mi svaga poco: non c' è fuoco, non c' è nerbo, non c' è quella lussureggiante dovizia d'immagini che renderà preziosa nei secoli la prosa

(r) W. Lehmann. Tradizioni degli antichi messicani (Journal de la Soc. des Americanistes de Paris, 1906, pp. 209-20). signorile, e direi quasi imperiale, del nostro Gabriele. Eppoi quell'untuosità cristiana, quei preti e frati che fanno tutte le carte loro, e quella supina rassegnazione che il mio maestro Carducci bollò col marchio infuocato del suo giusto disdegno, son tante ragioni che me lo rendono antipatico. Ma c' è di più. Quel collotorto ha offeso profondamente la dignità professionale della classe alla quale mi onoro di appartenere. È ormai pacifico che la figura dell'Azzeccagarbugli vorrebbe essere una satira degli avvocati e dell'avvocatura. Il signor Manzoni si permette d'insinuare che gli avvocati si lasciano imporre dal grado sociale e dalle condizioni di coloro contro i quali dovrebbero brandire le armi della giustizia. Respingo con tutte le mie forze la turpe calunnia. Io non ho mai restituito a nessun contadino nessun paio di capponi e se il mio cliente è pronto a soddisfare il mio onorario io son pronto a difenderlo, anche se ha torto, e a difenderlo contro tutti, anche se l'avversario fosse, putacaso, il sindaco o il priore!

AZZURRO

La domenica, dopo aver digerito il pranzo più succulento del solito con l'aiuto di sfiatamenti orali ed anali,-il bottegaio esce di casa, si avvia verso i giardini pubblici, dove sorgono i monumenti degli eroi pubblici e si aggirano le donne pubbliche, guarda il cielo ed esclama:

— Com' è bello l'azzurro! Se non avessi preso la carriera del commercio quasi quasi avrei preso quella della poesia!

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BAAL

Uno de' nomi assiri d'Iddio: voléva dire, in lor lingua, « padrone » — non padre.

Gli Ebrei più volte lasciarono il Padre per il Padrone — o i Padroni, perchè molti erano i baalim. Furon puniti, e più atrocemente quando uccisero il Figlio del Padre. Tutte le volte che i popoli non vogliono essere figli dell'unico Padre diventano servitori, e bastonati, dei molti Padroni « il cui regno è di questa terra ».

BABBO

Esisteva, insieme con la mamma e i figli, quando esisteva la famiglia, al tempo dei comandamenti di Dio.

Oggi, che comanda il Diavolo, il matrimonio s' è trasformato in un contratto e la famigli?., che ne deriva, è una società i cui membri possono unirsi e separarsi a seconda degli interessi e delle passioni.

È naturale quindi che, in una tale società, mentre colui che si chiamava babbo è il semplice socio capitalista, colei che si chiamava mamma e coloro che si chiamavano figli non siano che i comodi soci consumatori.

Talvolta, quando l'una e gli altri hanno consumato abbastanza, la società si scioglie.

Colei che si chiamava mamma, va in cerca d'un altro socio; coloro che si chiamavano figli son messi in un istituto, se piccoli, vanno a fare i delinquenti per il mondo se grandi; e colui che si chiamava babbo si consola della propria bancarotta come può.

Quadro, come ognun vede, attraentissimo.

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