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Poi, non appena sentì avvicinarsi i primi grugniti dei bolscevismo, precipitosamente la rimpiattò; e un giorno (pensando con terrore ad un possibile saccheggio) arrivò perfino a dire aWon. Bombardino, deputato comunista, che Cristo, in fin dei conti, era stato un bolscevico anche lui.

Finalmente, ma (si noti) non prima della Marcia su Roma, un bel giorno, fu visto il nostro Teofilo ascoltare la Messa in camicia nera.

I suoi affari, la sua politica e la sua religione vanno fraternamente d'accordo. E perciò il buon Panciadoro, non amareggiato da un dispiacere al mondo, ha la certezza di meritarsi, dopo questo, anche il Paradiso di là.

8.

CAV. PARIDE COLOSSI

Piccolissimo, più largo che lungo; quandi è a sedere, le sue gombine non toccan terra.

Biondastro, lentigginoso, faccia rotonda, vocina d'eunuco; ha lenti cerchiate d'oro, baffi a punta di lesina e pizzo a punta di lapis.

È Capo-Sezione, da vent'anni, al Ministero Grazia e Giustizia.

Data la perfetta regolarità con la quale ha fatto evadere, senza interruzione, le difficili e numerose pratiche del proprio Ufficio, egli «si formalizza altamente» come non si parli ancora di promozione. Eppure sua moglie Vaveva assicurato che il comm. Pallarossa, amico intimo del Sottosegretario di S. E

«Strano /... Tanto più che il Commendatore è influentissimo nelValte sfere e a Lola (compito coni e) non ha mai rifiutato una gentilezza.

Ben, be! (conclude mentalmente il cav. Colossi) qui bisogna che Lola non si stanchi, se no ne va del mio onore ! ».

9.

PROF. ELIODORO SOFOPANTI

Specialista in conferenze d'ogni genere; uno strepitoso fonografo semovente.

Erudisce Voperaio nelle Università Popolari, contribuisce ad onorare qualunque illustre commemorato nelle apoteosi solenni; parla dai terrazzi, sui palchi, sui tavolini, nei banchetti e tra le sepolture.

Secondo Vambiente cambia d'abito.

Ora si mostra in tuba, ora in cappello a cencio, ora si ravvolge pomposo in una costosa pelliccia, ora scaturisce dal comizio elettorale in colletto floscio e cravatta al vento.

Tutti lo chiamano « il Professore »; ma nessuno sa precisamente da quale scuderia di Minerva sia venuto fuori.

Come quei venditori di cìnti erniari che si laureano, a pieni voti, da sè.

10.

FOSCO RASPANTI

« Facitore » ovvero amministratore di stabili, nonché prestatore di danaro, cioè venditore disinteressato di merci varie (cavalli bolsi, « partite » di paUite ribollite ecc.).

Quando la sua professione ufficiale può concedergli un po' di svago, egli s'aggira, per mèro diporto, negli atrii dei Tribunali, nei luoghi dell'Aste Pubbliche, intorno ai tavolini delle Bische e presso il Monte di Pietà.

Del resto certe a operazìoncelle da nulla », che talvolta è costretto a fare più per buon cuore, che per altro, son d'un candore colombino.

Egli, rendendo la voce quanto più può carezzevole, cosi dice a qualche fortunato esemplare del suo prossimo: « Vede, lei mi firma guest'appuntino, per la vita e per la morte, e questi sono i denari*.

L'avventurato cliente è servito; il sig. Fosco è a posto. Il suo piede non ha mai fatto un passo fuori del Codice.

E se qualche inquilino legalmente sfrattato o qualche beneficato sconoscente osasse insinuare che il sig. Fosco....

Ah, ora ti concio io, direbbe il sig. Fosco toccato nelVonore; e, stendendo una bella querela con facoltà di prova e risarcimento per danni, farebbe un altro piccolo affaretto e darebbe, nel contempo, al volgare diffamatore, la lezione che si merita.

Maschio garantito, malgrado il nome di femmina.

Si tratta infatti d'un aitante ex maresciallo dei RR. CC, titolare della principale privativa di Sale e Tabacchi, in Bagoghi.

Sebbene non sia impossibile che il Sig. Euterpe ignori il sesso e il significato musicale del proprio nome, suona virilmente il controfagotto nella Filarmonica locale.

E un uomo (inutile dirlo) « attaccato alle istituzioni che ci reggono » e puntellato da poche letture ma buone e da poche idee ma chiare.

Letture: I misteri dei conventi, L' Ebreo Errante, Stefano Pelloni, detto il Passatore e La Papessa Giovanna.

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Idee: « Questione sociale? Mi fanno ridere! Io mi son fatto d'una ragione che il povero e il ricco c'è stato sempre e che quando e1 è la salute e' è tutto; e perciò quando mi capita in bottega un di quest ' accattoni giramondi senza voglia di lavorare, invece di fargli Velemosina, se non fa lesto a scappare gli tiro dietro le bilance.

« Sovversivi? Ma che sovversivi d' Egitto! Date carta bianca alla « benemerita », e vi garantisco che, dopo una settimana, non se ne parla più.

« Preti? Eccolo il baco! Questa è la vera pietra dello scandalo! Ma credete proprio che i preti gli abbia creati Iddio, come noi? Ebbene: io vi posso assicurare, perchè V ho letto nella storia, che questi birbaccioni si son creati da sè.

« Certo, davanti a Dio, io mi metto (non mi vergogno a dirlo) rispettosamente sugli attenti. Dio esiste; e mi pare, se non mi sbaglio, che t'abbia lasciato detto anche Giuseppe Garibaldi. Ma non mi parlate dei preti che sono i nemici della patria e la rovina della società.

« Dio e Popolo, diceva Vittorio Emanuele II, quando, per la festa del XX settembre, entrò in Roma; e questa è Vunica religione professata dai veri italiani e da tutti i galantomini ».

Senonchè il bollente ex Maresciallo Bellachiorba (tanto più fedele alla religione di Vittorio Emanuele II, quanto più nemico dei preti) essendo coniugato con la signora Merenziana, distinta poetessa e insieme fervente cattolica, non ha potuto ottener mai da que si'ultima che rinunziasse a dedicare tutti gli anni al quaresimalista del luogo un ispirato « sonetto » (sempre lo stesso), il cui candidissimo primo verso suona delicatamente così:

Io di Bagoghi timidetta Saffo.... ecc. ecc.

12.

NARCISO FRANCATRIPPA

Esordì come garzone macellaro; poi, con le prime mille lire, i tentò il giro dei suini »; poi « mollò qualche foglio ad interesse » e infine, tutfa un tratto, aprì una pizzicheria a Bagoghi, che ancora se ne parla.

Oggi «' ha dieci a Lonza; è Cavaliere del Lavoro, Assessore Comunale alle Finanze, e, vestito di pelle di bestia, rutteggia per tutu le strade con la tromba ritorta d'una « 60 H.P. », e si scarrozza a fianco i 95 chili, aiV incirca, della a sua Signora ».

Questa (una vecchia conoscenza di quando lui rigirava in maiale e bazzicava certi locali che ci s' intende) V onesto Narciso la « riabilitò », impalmandola, non appena « si fu latta una posizione ».

Durante la guerra anche i Francatrippa (non inferiori per patriottismo a nessuno) combatterono accanitamente: Lei come angelica samaritana, Lui come guerriero requisitore.

Ed ecco perchè la signora porta in mostra sul petto i nastrini delle sue campagne, e Narciso, talvolta, senza spiegarsi troppo, racconta: « Quando nei giorni di Caporetto indossavo la divisa.... ».

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