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Ferrari, Guerrini, Panzacchi, Albini, Albertazzi, fu il più brillante cantuccio dei letterati italiani.

BOLLIRE (IN PENTOLA)

Cir.scun uomo è una pentola con qualche cosa dentro. L'una non sa ciò che bolle nell'altra, e talvolta non sa neppure ciò che bolle in se stessa. In alcune c' è soltanto un po' d'acqua tiepida e sciocca, in altre della stummia velenosa, in altre, ermeticamente chiuse, una tal pressione che le fa scoppiare.

Ma tutte son pentole; cioè terraglie che un giorno si rompono.

« Memento homo ecc.... » seguita ad ammonire la Chiesa. Ma le pentole, piene o vuote che siano, non voglion sentirsi dire da chi l' ha fatte che sono state fatte di terra.

BOLLO

£ il contrassegno obbligatorio per mezzo del quale i governi liberi fanno apprezzare gl' inestimabili vantaggi della loro vantaggiosissima libertà.

Bolli, francobolli, tessere bollate e carta timbrata d'ogni genere, attestano, ogni minuto secondo, che l'onniveggente e provvidenziale stato moderno non si scorda di te.

Forse, fra non molto, avremo la soddisfazione di andar completamente vestiti di marche da bollo: marche sulla fronte perchè pensa, sugli orecchi perchè ascoltano, sul naso perchè odora, sulla bocca perchè parla o mangia, sulle mani perchè non son piedi, sui piedi perchè non son mani, sugli organi genitali per la ragione che si capisce, e, in ultimo, sul deterano se vorrà avere il diritto, niente affatto acquisito, di posarsi sulla seggiola o d'accoccolarsi sull'orinale.

E allora la libertà, essendosi morsa la coda, avrà formato il perfetto circolo dell'assoluta tirannide.

BOLSCEVISMO

L'ultima schifosa e velenosa rifermentazione di tutti i putridumi democratico-antireligiosi dell'Enciclopedia, scolati nel socialismo tedesco e poi travasati, da mani giudaiche, negli sconvolti cervelli slavi.

Pèste, dunque, in origine, occidentale, che ora l'occidente non riconosce per sua e dalla quale si difende.

Ma per difendersi vittoriosamente non c' è che da fare una cosa: riconciliarsi con la Chiesa e combattere insieme con lei questi nuovi anticristi.

BOMBA

Il confetto dei conquistatori — e il punto fermo delle discussioni politiche.

BONA (DEA)

Elevatissima discussione nel salotto della Signora Francatrippa intorno alla pudicizia femminile attraverso i secoli.

Siamo al punto in cui il prof. Mediani (vero pozzo di erudizione classica) sta tessendo l'elogio della matrona romana.

« Figuratevi (egli dice) che quelle nostre antiche madri quiriti, tributavano perfino, nel tempio opertum (che in latino vuol dir chiuso) un vero culto di latria alla Dea Fauna, moglie del Dio Fauno, chiamata, in altri termini, Dea Bona, perchè fu ornata, secondo la mitologia, d'una così scrupolosa modestia e castità da chiudersi ermeticamente nel proprio ginecèo e da non voler vedere altra faccia d'uomo che quella di suo marito.... ».

« Stop! (fece improvvisamente la padrona di casa, memore del linguaggio imparato — durante la guerra — negli uffici della Croce Rossa).

« Come donna, domando la parola ».

« Dica pure, signora (rispose con un sorriso da baciamisubito il prof. Mediani).

« Ecco (prosegui la Francatrippa): Io non mi vergogno a confessare che, dopo quindici anni di matrimonio, son sempre innamorata di mio marito come in quel caro giorno che mi fu messa sul candido velo la corona d'arancio; ma quanto a rinchiudermi nel ginecèo.... Che ne dici, tu, Narciso? (chiese volgendosi al proprio consorte che si baloccava con la sterlina appesa alla catena dell'orologio),

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Non è vero che, se mi montasse il ticchio di comportarmi con te come la Dea Bona, non lo potresti permettere ? ».

E Narciso (credendo di far lo spiritoso): Và là, và là, Susanna, che certi ticchi non ti si pigliano!

BONAFEDE

Una volta ammessa la bonafede, ogni mascalzonata non è più tale.

Ma chi non è in bonafede?

La bonafede dell'ateo consiste nell'agire in conseguenza dell' inesistenza di Dio; quella del ladro nel credere fermamente alla convenienza del furto; quella dell'omicida, nel diritto all'assassinio; quella dell'adultero nei presunti piaceri dell'adulterio, ecc.

Ma noi diciamo: L'ateismo è un delitto, il furto è un delitto, l'assassinio è un delitto, l'adulterio è un deritto.

Perciò meno discussioni; e chi rompe paghi.

Perchè se si pagasse sempre in proporzione di ciò che si è rotto, non si vedrebbero per terra tanti cocci.

BONALD (LOUIS DE) (1754-1840)

Nacque da un'antica e aristocratica famiglia del Rouergue. Studiò nel collegio di Juilly. Uscitone, s'arruolò nei moschettieri e vi rimase fino alla loro soppressione. S'ammogliò, ebbe figli. Scoppiata la rivoluzione emigrò a Eidelberga. Nell'esilio e nella miseria, scrisse la Tbéorie du pouvoir, ch' è l'opera sua capitale. Vi si studia, anatomizza e denunzia, con sguardi profondi e intuizioni lontane, la sanguinosa idiozia rivoluzionaria, a cui si contrappongono il Trono e l'Altare, colonne eterne.

Incrollabile nella sua fede religiosa e politica, rimase ostile alla variopinta canaglia democratica fino all'ultimo; e ne predisse lo sfacelo.

Fratello spirituale di De Maistre, se forse gli fu minore per vivacità d'ingegno, gli fu, per nobiltà d'animo, pari.

BONAVENTURA (S.) (1221-1274)

Illuminato frate minore che divenne Cardinale e Dottore della Chiesa. Famoso soprattutto per l'opere mistiche delle quali la meno ignorata, oggi, è l'Itinerarium mentis in Deum.

« Elevandoti con la mente pura — scrive nell'ultimo capitolo di questo prezioso Itinerario — immensurabilmente e speditamente sopra te stesso e sopra tutte le cose, abbandonando tutto e libero da tutto, ascenderai al sopraessenziale raggio delle divine tenebre. Se poi cerchi come queste cose avvengano, interroga la grazia, non la dottrina; il desiderio, non l'intelletto; il gemito dell'orazione, non lo studio della lezione; lo sposo, non il maestro; Iddio, non l'uomo; la caligine, non la chiarezza; non la luce, ma il fuoco che totalmente infiamma, e che in Dio trasporta con eccessive unzioni e ardentissime affezioni.

« Il qual fuoco invero è Iddio e il cammino di esso è ,nella Gerusalemme, e Cristo uomo lo accende nel fervore della sua ardentissima passione, e veramente lo percepisce solo colui, che dice: L'anima mia s' è eletto il laccio e le mie ossa la morte ».

Degno seguitatore e storico di San Francesco, non ebbe, benchè dottissimo in teologia, l'idolatria di tanti frati per la dottrina de' libri. Raccontano i suoi biografi che un giorno andò a visitarlo San Tommaso d'Aquino, il quale lo pregò che gli mostrasse la sua biblioteca. Bonaventura, allora, gli additò il Crocifisso e gli disse che da questo aveva imparato tutto quello che sapeva.

Risposta meravigliosa, veramente cristiana e francescana, che noi giriamo a molti cattolici d'oggi i quali sanno assai meno del Santo di Bagnorea appunto perchè troppi altri libri fuor di quello hanno letto.

BONGHI RUGGERO (1828-1895)

Scrisse un libretto per spiegare qualmente la letteratura italiana non sia popolare in Italia e tradusse Platone in prosa tale da rendere impopolare in perpetuo l'autorr del Convito se non esistessero, per fortuna,* altri volg rizzamenti.

Di tutto scrisse, di tutti disse, d'ogni cosa sente — ed è rimasta soltanto la memoria di una facilità

rosa che non riuscì mai a concludere: molta lattuga e neppure un albero.

Compose un libro su San Francesco senza aver capito il santo; la sua vita di Gesù è una semplice concordanza degli Evangeli; la Storia di Roma, incompiuta, come libro di scuola è troppo dotto, come libro dotto è invecchiato. Ebbe la fortuna, in gioventù, di praticare il Manzoni e il Rosmini — e se non fossero esistiti codesti due del povero Bonghi nessuno mai più si rammenterebbe.

BONI GIACOMO (1860)

Uomo che vive tra le macerie, di cui è «cicerone autorizzato » per i grandi della terra e della letteratura. Necrofilo e violatore di tombe esce dal silenzio solo quando gli torna a gola qualche sbuffo di rettorica liviana o cesariana. Risale all'epoca Bizantina (Cronaca) e, non potendo segnare nessun giorno con albo lapillo, ha scoperto il famoso Lapis niger.

BONIFAZIO Vili (1217-1303)

« Il est précisément le plus haut des Papes. Il n'est pas devenu un Saint, je le reconnais ou plutòt je reconnais que l'Eglise ne l'a pas mis au nombre des saints, mais il est l'auteur de la Bulle TJnam Sanctam, — la plus grandiose parole qui ait été écrite depuis saint Jean — où il est affirmè que le Pape est le Chef, le Maitre spirituel et temporel de toute la terre, acte le plus grand et le plus digne de la Papauté qui ait été accompli depuis saint Pierre ». .

Parole di Léon Bloy, alle quali l' Omo Salvatico entusiasticamente sottoscrive.

BONTÀ

Fino al punto di non opporsi al falso, all' ingiusto, al brutto, al male, al Diavolo.

Ecco là bontà che piace ai multicolori nemici, aperti larvati, del Cristianesimo.

Ed ecco perchè gli anticristi russi hanno onorato Giuda santificato Tolstoi.

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