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beve il vino grosso della democrazia o l'etere dell' idealismo assoluto o il petrolio del bolscevismo o la zozza del dadaismo o il the col limone della teosofia e altri simili intrugli. Noi, per esempio, abbiamo scelto il sangue di Cristo e crediamo che miglior poto non v' è di questo al mondo. Del resto Prezzolini non ha inventato nulla: la Lega degli Apoti c' è di già ed è formata dalle oche di Strasburgo che vengon tenute senza bere perchè diventin più grossi i fegati destinati a stuzzicar l'ugola dei bevitori.

APPAIARE

« Da Montelupo si vede Capraia;
Cristo fa le persone e poi Vappaia ».

Questa delle appaiature, nonostante ciò che dice il proverbio, è una cosa un po' difficile e non molto duratura. Le appaiature più appaiate sono sempre un po' dispaiate; da quelle dei bovi a quelle del matrimonio, da quelle dell'amicizia più fraterna a quelle che si formano fra i delinquenti a scopo d'assassinio o di furto.

In fondo è vero (anche se è triste) che ciascun uomo è un' isola.

E tanto più è un' isola quanto più, per guardar se stesso, s'allontana da Cristo.

Chi è perfettamente in Cristo, cessa d'essere un' isola e s'appaia contemporaneamente con tutte le creature.

Ecco l'unica appaiatura possibile; ma difficilissima, se l'uomo non riceve la grazia di spaiarsi da se stesso.

APPALTATORE

L' Innominato dei Promessi Sposi era un semplice « appaltatore di delitti » e andò a finire, come ognun sa, tra le braccia di un cardinale. I moderni « appaltatori di lavori pubblici », più furbi, metton dapparte qualche migliaio di fogli da mille, e finiscono quasi tutti in seno agli ordini cavallereschi e al Senato del Regno.

APPANNAGGIO

Lasciamo dapparte quello regio — ma non è forse chiaro che l'appannaggio de' veri nobili è la povertà, de' veri cri

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stiani l'odio del mondo, de' ricchi l'ignobiltà, de' poeti la scontentezza, de' letterati la fama, dei giocolanti l'applauso, degli umanitari l'egoismo — e de' salvatici l'amorosa pietà per gli uomini civili e domestici?

APPARECCHIO

« L'apparecchio » (si pensa) ha dato lo sfratto al miracolo ».

Infatti da quegli innumerevoli scemi che a forza di credere nel progresso hanno finito col non credere più in Dio, si parla continuamente dei « miracoli della scienza », che son dovuti, in grandissima parte, agli « apparecchi ».

Senonchè, certe volte, nonostante la perizia dell'apparecchiatore, l'apparecchio, sul più bello, non funziona.

E allora qui habitat in coelis irridebit eos.

APPARIZIONE

Vi sono apparizioni vere e false.

Vere: le apparizioni spiritiche, unico scampolo religioso degli infedeli attuali; false, ma divertenti (soprattutto per quell'arche di scienza dei reporters) le apparizioni della Vergine. Essi ci ricamano sopra, con tutte le veneri del loro stile, i più bei fiori dell' ironia, dell'empietà, del doppio senso, e d'un elegante scetticismo, non privo talvolta di spruzzi mistici che rendono più piccante il ragù.

Narciso Francatrippa, vecchio abbonato del Corriere di Lonza, leggendo alla latrina, così commenta: « Pare impossibile che nel secolo XX esistano ancora le Madonne; ma che fanno (e ponza) i carabinieri che non arrestano i preti ! »

Il nostro Narciso ha ragione.

Anche noi (sebbene per un motivo diametralmente opposto) siamo dello stesso parere.

Molti preti, fin dall'apparizione della Salette, furono e sono i più implacabili nemici di Maria Vergine.

Essi non sanno nascondere la loro indignazione contro la Madre del Salvatore, perchè opinano che non dovrebbe permettersi in alcun modo di scendere dal Paradiso senza il loro regolare nulla-obsta, atteso che le troppo frequenti apparizioni costituiscono un vero e proprio attentato alla serietà del sacerdozio e contribuiscono, sia pure indirettamente, a screditare la religione.

Da ciò la loro zelante premura nel declinare ogni responsabilità in proposito, nel cercare di prevenire ogni eventuale epidemia mistica che potrebbe intempestivamente scoppiare con paurosa virulenza, e nel difendere da qualunque eccesso, anche divino, l'ordinaria amministrazione d'una fede, razionalmente limitata a distribuita, secondo la capacità dei fedeli e le nuove esigenze dei tempi!

APPELLO

— Faccio appello alla sua generosità — diceva un povero senza lavoro al comm. Quattrostomachi.

— Mi dispiace — rispose il Commendatore — ma non bisogna mai fare appello agli assenti. Io non conosco neppur da lontano la generosità, eufemismo per indicare la dabbenaggine, la debolezza o la prodigalità. Io conosco soltanto, e me ne tengo, la giustizia. Se avete dei diritti da far valere fateli valere ed io son qua pronto a darvi il patrocinio della mia influenza e della mia autorità ma se fate appello alla mia generosità son costretto, con mio sommo rincrescimento, a rattenermi dall' incoraggiare il parassitismo degli inetti alla lotta per la vita.

APPENDICE

è un'aggiunta di cui si potrebbe fare anche a meno. La coda della scimmia è un'appendice e l'uomo, difatti, l' ha soppressa ed è quasi soltanto per questo che si chiama uomo. Il cervello, secondo gli anatomici, è una semplice appendice del midollo spinale e per conseguenza potrebbe togliersi senza danno.

L'unica appendice che va conservata è quella dei giornali perchè altrimenti come potrebbero le custodi delle latrine e le ricamatrici essere iniziate all'alta letteratura di Montepin e di Feval?

APPETITO

Considerando nell'uomo l'animale è certo che l'appetito è ottimo segno di san ita ed augurabile senza ironie.

Se invece si considera nel medesimo uomo l'anima siamo d'opinione» che di appetiti è meglio averne pochissimi e che la perfezione consisterebbe nell'averne uno solo: l'appetito di Dio e del suo regno.

APRÈS MOI LE DELUGE

diceva Luigi XV — e difatti il diluvio venne, e di sangue, ma non bastò. Di rivoluzione in rivoluzione, di guerra in guerra altri diluvi — ancora non universali — vennero sulla terra dove furon decapitati, come dice il poeta, il Re e Iddio. Diluvi di sangue, diluvi di fuoco, diluvi di lagrime: sempre più vasti, sempre più lunghi, sempre più atroci e dureranno finche non siano rimessi ne' loro luoghi i due grandi Decapitati.

APPROPRIAZIONE

Quando il furto è commesso approfittando della fiducia del derubato si chiama « appropriazione indebita »; — quando è commesso da un partito o da una classe ai danni di un altro partito o di un'altra classe si chiama « appropriazione legale ». Nel primo caso la pena è minore che per il furto propriamente detto — nel secondo caso non c' è pena di nessuna specie ma, se la cosa va bene, plauso, ricompensa e gloria.

APULEIO

Se i borghesi praticassero la letteratura antica Apuleio avrebbe oggi una fama superiore a quella di Omero e di Shakespeare. Basterebbe ad assicurargliela il titolo del suo libro, L'Asino d'oro, che congiunge così elegantemente le due segrete divinità dell'Olimpo contemporaneo. Un ricco ignorante e beato nella sua ignoranza e nella sua ricchezza: ecco l'ideale non confessato della nostra generazione.

AQUILA

I romani antichi veneravano più sorta di uccelli: il picchio, le oche e le aquile. Scelsero, si capisce, le aquile per mettere innanzi alle legioni e le aquile predarono per lungo e per largo il mondo, riportando al Campidoglio il bottino. Finchè venne il giorno che l'Aquila di Cesare dovè cedere il posto alla Croce di Cristo e la caccia degli uomini alla pesca delle anime. Le oche salvatrici, offese da questo tramutamento, schiamazzano ancora.

ARABIA

L'Arabia è la patria della Fenice e di Maometto. Quanto alla Fenice l'ottimo Metastasio ci avverte

che vi sia ciascun lo dice
dove sia nessun lo sa.

Quanto a Maometto ognuno sa dove sia — dove 1' ha visto Dante — ma non tutti sanno che i nostri moderni europei si son convertiti segretamente all' Islam, tanto è vero che vivono, come dice il poeta di Cargnacco, all'ombra delle spade e immaginano il Paradiso come un bordello di prima categoria.

ARALDICA

Ecco il blasone dell'Omo Salvatico: Croce vermiglia' in campo nero; inquartata con una testa d'asino paziente; una testa di leone ruggente; un doppio flagello per sè e per gli altri; e un morione senza i buchi degli occhi. Motto: Chi gratta la rogna altrui la sua rinfresca.

ARALDO

Prima annunziavano, con umano cerimoniale, le guerre Oggi la dichiarazione di guerra consiste nell' immediato bombardamento o nella fulminea invasione.

Ma son rimasti, per fortuna, gli Araldi della Verità, della Giustizia, del Diritto — gli Araldi strombettanti delle vecchie opere in musica — e finalmente il teutono Winckelmann, promosso da Carducci all'ufficio di « Araldo dell'arti e della gloria ».

ARANCIO

« Conosci tu il paese, dove l'arancio fiorisce ? » Oh se lo conosciamo! Com' è bello, meraviglioso, divino!

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