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1.

PROF. MEDIANI

Età indefinibile.

Ordinario di Ginnasio nella città di Lonza. Bassotto, natiche sviluppate, piccoli piedi, andatura saltellante.

Moderato d' intelligenza, moderato di cultura, moderato d'opinioni, sebbene « al?altezza dei tempi ».

Quanto a religione professa « quella del cuore » che non esclude affatto il Cristianesimo, anzi....

Del resto, com'egli dice, da per tutto e' è del buqno: perfino nelVanarchia; purché, bene inteso, non pretenda di passare dalla teoria alla pratica.

Però non bisogna mai dimenticare che « in medio stat virtus » ed « est modus in rebus » e che ogni cosa va ponderata « cuni grano salis ».

Una volta, (sebbene riluttante) fu eletto deputato al Parlamento dai monarchici costituzionali di Lonza forse perchè, « a prescindere da ogni altra considerazione », il suo stesso cognome simboleggiava « a quelVepoca », tutto un programma.

Ordinariamente la sua vita si svolge, calma, fra scuola e casa e runico suo svago serale tanto per far due chiacchiere D, fino alV undici, coi maggiorenti del luogo) consiste nel frequentare, sebbene non sempre, il « Caffè degli Specchi n e il Circolo ricreativo « Scienza e Diletto ».

Una volta i suoi capelli eran neri, poi diventaron grigi, ora son biondi. Ma nessuna meraviglia: Il prof. Mediani, in omaggio alla libertà bene intesa, non ha mai sognato di

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negare a chicchessia, e tanto meno a stesso, il diritto di scegliersi liberamente quella lozione e quella fede politica che più gli s'avviene.

2.

CAV. DEIFOBO LUCIFERINI

Sessantanni.

Chimico-farmacista di Bagoghi, provincia di Lonza. Faccia verdastra, denti cariati, alito rummoso, aspetto risentito e mummiesco.

Idee: recisamente anticlericali.

È :. 33 .'. della Loggia « Salute Satana ! » e presidente del gruppo locale dei « cremandi » che, quando escon fuori in forma ufficiale (tredici membri precisi), son preceduti da un labaro verdefiele, con in mezzo una lingua di fuoco e, sotto, in lettere nere: « La fiamma è bella ! ».

I suoi due figli, Catone e Libero, si vanta d'averli battezzati da sè, col vino; e, per far dispetto aW arciprete che sta. di faccia, mette annualmente fuor di finestra, per la processione di Gesù Morto, un ritratto, bene illuminato, di Giordano Bruno.

Cultura: si desume dalla sua parca ma scelta bibliotecat posta accanto al tavolino di marmo sul quale stende le cartine per le prese ed arrotonda le pillole.. Essa si compone de La Monaca di Diderot, del? Enciclopedia Popolare Sonzogno, della Farmacopea, del Lucifero di Mario Rapisardi e del Maiale Nero.

È assessore della Pubblica Istruzione e soprintendente ai Macelli.

3.

COMM. QUATTROSTOMACHI

Pur troppo non è più! Mentre, dopo il solito pranzo luculliano, stava poppandosi il solito avana profumatissimo, colpito da paralisi cardiaca, senza poter dire neppur ohi! fece « la morte del giusto ».

Era banchiere e senatore per censo,.

La natura gli aveva donato un appetito da lupo e uno stomaco di struzzo. Il suo peso oltrepassava felicemente il quintale.

Essendo « venuto su dal nulla » (cosa della quale si vantava spesso) ed avendo « realizzato » una « favolosa fortuna », non a torto, stimandosi degno d'adorazione, aveva incominciato, lui per il primo, ad adorar se stesso.

Ma era ammalato di troppa salute ; e sebbene questo morbo non sia ritenuto letale, fu il solo ch'ebbe la forza d'abbattere quella Bastiglia di lardo.

In questo libro, per quanto indegnamente, ma con V intenzione purissima di onorarne la venerata memoria, si registrano detti memorabili e ricordi del lacrimato Commendatore.

4.

DOTT. ENTEROCLISMI

Ateo, materialista, asceta della scienza; specializzato nella cura dei morbi celtici.

Odia il Medio-Evo e per conseguenza la Chiesa, che n'è la triste continuazione e ch'egli definisce, con un' immagine ardita ma efficacissima, « il sopravvivente vivaio dei più virulenti bacilli atavici dclV imbecillità ». ,

Il suo Credo è questo: « Esiste la materia e nient'altro che la materia.

Ogni organismo è una macchina.

V Universo è un macchinario messo in moto da se stesso ab eterno.

La morte non è che una delle tante trasformazioni della materia.

Il pensiero è una secrezione del cervello.
L'uomo è un tubo con due fori.

L'amore uno sfregamento degli organi genitali, fra animali di sesso diverso.

L'anima è ignota al microscopio.

Dio non è stato mai incontrato dalla Scienza.

E la Scienza (che distrugge la religione e non ha bisogno della filosofia) è destinata ad essere, quanto prima, Vunica Fede delV Umanità ».

Questa specie di Santo Laico (che tiene consultazioni, tutti i giorni, pei marcati da Venere, dalle io alle 12) ha fatto scrivere sulla porta del suo gabinetto:

Visite accurate L. 50.

Visite accuratissime L. 100.

Figlio d'un pollaiolo, ha rinnegato con legittimo disgusto le rigaglie paterne.

Sebbene munito di regolare licenza d'Istituto, non è mollo forte, a dir vero, in fatto di grammatica e perciò non, troppo

Ma dove il suo talento non comune si rivela intero, è nelle matematiche e in computisteria che formano veramente la ct sua branca ».

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sicuro quando « mette in carta ».

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