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quattrini,

donne,

gloria,

abilita,

ville,

perfidia,

salari,

ipocrisia,

cavalli da corsa,

mogli,

bagasce,

figlioli bastardi,

viltà e putridumi, d'ogni mistura « a bizzeffe ».

L' Omo Salvatico invece, di tutto ciò poverissimo, una sola cosa possiede « a bizzeffe »: un disprezzo incommensurabile per tutte le cose più amate dai prelodati ricconi.

BLAKE WILLIAM (1757-1820)

Disegnatore, incisore e poeta strambo e mistico — po- . verissimo in vita, diventato celebre solo da mezzo secolo. È a momenti grandissimo poeta — specie nei Songs of Innocence and of Experience — e come disegnatore dà l'idea d'un Michelangelo principiante e febbricitante.

Tra l'altre opere sue è particolarmente curioso The Marriage of Heaven and Hell dal quale togliamo alcuni Proverbi del? inferno:

« Colui che non ha raggi in viso non diventerà mai una stella — L' Eternità è innamorata dell'opere del tempo — L'atto più sublime è di mettere un altro avanti a se — Se il pazzo persistesse nella sua pazzia diventerebbe savio — La gioia impregna, il dolore partorisce — La cisterna contiene, la fontana dà di fuori — Le tigri dell' ira son più savie dei cavalli dell' istruzione. — Se altri non fossero stati pazzi toccherebbe a noi esserlo ».

BLANQUI LOUIS-AUGUSTE (1805-1881)

Frenetico demagogo, figlio d'un girondino membro della Convenzione e d'una madre più fanatica di lui.

Prese parte a numerose insurrezioni, fu messo"molte volte in galera, scagliò tuoni e fulmini per tutta la vita ed emerse soprattutto, come primo attore, fra i briganti pazzi della Comune.

Nella Storia Naturale del Socialismo rappresenta lo zenzero più incommestibile e scarlatto.

Ma il suo merito più meritorio consiste nell'avere inventato il soavissimo motto: « Ne Dio nè padrone », che si vide stampato in lettere nere sui fossi vessilli dei nostri logorreici bolscevichi, fino al giorno che, da una botte à surprise, scattò fuori lo storico manganello, e il passeraio si disperse.

BLAVATSKY ELENA (1831-1891)

Famigerata papessa dei teosofi. Russa d'origine tedesca; a sedici anni sposò un generale ma lo lasciò quasi subito e girò il mondo con un certo Paulos Metamon, avventuriero copto e sedicente mago. A Londra conobbe Mazzini e s' affiliò alla « Giovane Europa ». Dette più tardi ad intendere d'essere stata nel Thibet, per iniziarsi ai misteri supremi sotto la guida di un Mahatma: in realtà andò in India soltanto nel 1878. Nel 1866 si trova in Italia con Garibaldi e con lui combattè a Mentana dove fu ferita. Si rifugiò a Parigi dove cadde nelle mani di un certo Michal, massone e magnetista; poi fece il medium al Cairo e fu convinto spesso di frode. Nel 1873 andò in America e là conobbe il famoso colonnello Olcott e insieme a lui fondò la Società Teosofica (1875), della quale parleremo a suo luogo. Rinunziamo a seguirla più oltre perchè i suoi ulteriori garbugli son mescolati alla storia della Teosofia.

Lasciò, tra l'altre sue opere, L'Iside Svelata, che i teosofi considerano come la loro Bibbia e come la quintessenziata rivelazione della più occulta sapienza ma che in realtà, anche per gli spiriti puramente scientifici, non è che un guazzabuglio plagiario e cerretanesco delle più disparate metafisiche e mitologie orientali e occidentali, sovrapposte fino al punto di renderle inintelligibili e falsate fino al punto di renderle assurde.

BLASONE

I pidocchi rivestiti, i borghesi d'ogni risma e tutta la frattaglia democratica nominano questa parola con ironia e con disprezzo.

Perciò è naturale che l' Omo Salvatico la includa gelosamente fra le grandi cose che onora.

Blasone è sinonimo di nobiltà; è l'arme gentilizia delle antiche famiglie cavalleresche. Ma oggi (spettacolo pietoso !) non pochi aristocratici, contagiati dall' incanaglimento universale, fanno la concorrenza agli chauffeurs o s'imparentano, ahimè, con gli albergatori svizzeri o con i salumai americani.

Meglio se la Contessina Guicciardini o la Principessina Colonna sposassero un loro contadino.

La zappa e la spada, che pure stanno agli antipodi, sono le due sole autentiche nobiltà; possono quindi onorevolmente incrociarsi.

Ma non l'una o l'altra con la canna da lavativi uscita dal culo merdoso del borghese.

Questo animale immondo e bastardo odia il blasone perchè non l' ha; e quando illegittimamente lo acquista, ci arriva mercè l'avvilimento d'una nobiltà decaduta in ogni senso, alla quale, per adescarla, mostra, con mani dall'unghie sudice, i suoi biglietti da mille fatti col sangue del povero.

BLOCCO

« Cittadini!

Incomincerò con un motto ammonitore dell' immortale Gambetta:

«Le clericalisme; voilà. l'ennemi !».

Ebbene: per quanto l'umanità s'incammini, sempre più rapidamente, verso un radioso avvenire di libertà, pure, o cittadini, (è d'uopo confessare questa triste vergogna) il prete, ancora il prete, l'eterno nemico d'Italia....

(Un uragano d'applausi ricopre letteralmente la voce

29. — Dizionario dell'Omo Salvatico.

dell'oratore che è costretto ad interrompersi per qualche istante).

.... Sì, o cittadini: il tenace e funesto prete è, per usare un'espressione dd poeta di Satana, come un sughero che, se lo calchiamo col tallone, non appena alziamo il piede si rialza. -'

(Molte voci: Bene! Bravo! Viva Satana !).

Egli è cóme una mala gramigna che non basta tagliare; bisogna sbarbarla. (Benissimo !).

Ma che cosa, io mi chiedo, abbiamo fatto fino ad ora?

Il nostro abituale scetticismo (che è veramente la piaga maggiore, di noi latini) ci ha cullati nella dolce illusione che il pericolo nero fosse scomparso. (Manifesti segni d'approvazione).

E intanto, con questo allentar le redini e chiudere gli occhi, oggi dobbiamo assistere ad un improvviso svolazzìo certamente grottesco, non v' ha dubbio, ma tuttavia non troppo rassicurante di sinistri corvi.

(Ilarità repressa).

Tra poco tutto il bel cielo d'Italia ne sarà imbacato.

(Voci dalla folla: No ! no !).

Èssi ben sanno, i nipoti di Torquemada (Brucialo !) (e questa è un'altra ignominia che il Libero Pensiero non ha saputo impedire) essi ben sanno, dico, d'aver l'appoggio, che hanno saputo strappare ad un governo illiberale ed inetto, (Una voce: Abbasso il governo !) e che quindi nessuno, se non a parole, può disturbarli.

Ma « quousque tandem abutere Catilina patientia nostra ? ».

Quando, io ti grido, o generoso popolo d'Italia, vorrai deciderti a prendere a fucilate tutti questi uccellacci luttuosi del malaugurio e del regresso?

(La folla, a questo punto è come invasa da un subitaneo delirio; molti urlano: « Morte ai preti! Morte ai nemici della patria ! » « Abbasso l'Inquisizione ! » « Viva Giordano Bruno ! » « Abbasso il Papa ! » ecc.).

Ristabilitasi a stento la calma, l'oratore prosegue:

Il vostro irrefrenabile grido d'indignazione mi fa bene sperare per il trionfo dell' Idea; ma gli slanci generosi non bastano. f Bisogna riorganizzarsi; ecco l'ubi consistam.

Bisogna che ogni divergenza di tattica o di scuola esuli oramai completamente dalle nostre file o noi (non illudiamoci) non potremo tener testa a questa nuova ripresa di Medio Evo che foscamente ne minaccia.

Ma per fronteggiare il pericolo, una sola cosa è necessaria, un solo dovere s'impone a noi tutti: fondare, io dico, il grande blocco nazionale di tutte le democrazie.

(Bene! Bravo! Benissimo !).

E allora, statene-pur certi, allora sulle fosche rovine del dogma, noi pianteremo finalmente il glorioso vessillo della insopprimibile libertà ».

(Applausi reiterati e scroscianti accompagnano la forte chiusa del poderoso discorso; e mentre la fanfara « Arnaldo da Brescia », fra un rinnovato delirio d'entusiasmo, intona l'Inno di Garibaldi, molte personalità del luogo vanno a congratularsi con l'oratore, il quale, se ben ci apponiamo, è visibilmente commosso).

BLOCK ALESSANDRO (1880-1921)

Il più grande poeta del Bolscevismo — autore dei Dodici e degli Sciti, disperato appello della Russia impazzita all'odiosamato occidente.

Nel 1920 scriveva in versi all'amico Leo Ly: « Ho freddo nell'anima. Mio caro Leo non mentisco, viene, viene digià, il Cristo! — E nell'antico tempio, noi due, potremo pregare in ginocchio la Vergine Madre perchè ci riporti, dalle pesanti tenebre, nel suo giardino odoroso.... ».

E sottoscriviamo a queste parole d'una sua poesia su Firenze ch'egli aveva sognato, da lontano, come una salvata oasi dell'epoche spirituali e che trovò sciupata dai moderni orrori:

O, Bella, ridi di te stessa,
Già non sci più bella!

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