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Lo stesso critico giudicò vero canto filosofico un'ode alla
Primavera dove sono questi versi :

Li sa, li sa gli eterni madrigali
di rose e d'ali -- di trilli e di raggi,
e i languidetti omaggi,
che gli echi ristornellano alle brezze

dei venti innamorati e sospirosi e altre simili arcadicherie. A voler essere giusti diremo che nelle sue poesie trovi decenza di forma e sentimenti di buona donna — novità, bellezza e potenza assolutamente mai.

AGAPE I primi cristiani usavano, per ricordare e conservare la fratellanza, di riunirsi insieme per consumare le elemosine raccolte; il di più era dato ai poveri ed ai malati. Oggi l' « agape fraterna » è la periodica ribotta dei frammassoni; dove le bestemmie dei venerabili tengon luogo di Vangelo, i rutti dei convitati ripieni della musica, e il fumo dei sigari del fumo dell'incenso; e gli avanzi son divisi tra i cani e i camerieri. Usanze, del resto, che fioriscono anche tra molti che si dicon cristiani.

AGAR Due volte scacciata da Abramo per gelosia di Sara, due volte errante col figlio nel deserto, prossima a morir di sete, è soccorsa da Dio che le fa trovare un pozzo. Come Eva fu scacciata ; come Maria errò nei deserti; come la Samaritana trovò, vicino al pozzo, Iddio. Simile ad Agar l'anima nostra nomade nel mondo — finchè non abbia trovato l'acqua viva che disseta in eterno.

AGAZZARI (FILIPPO DEGLI) Frate senese del trecento, autore d'un libro di Assempri che fortemente raccomandiamo alle zambracche cocainiste e a' loro vagheggiatori. Ne riportiamo uno per assaggio:

«Fue ne la città di Siena una giovana, la quale la madre sua avendola maritata, e volendonela mandare a marito, acciocche ella paresse più bella e scarca, le fece una robba tanto stretta, che la sera medesima ch'ella n'andò a marito, essendo a mensa con molte donne e uomini e avendo forse mezzo mangiato, la misera fanciulla presente tutta la gente che v'era standosi a mensa crepò: e così la misera madre fu micidiale de la sua figliuola. E volesse Iddio che intervenisse così a tutte l'altre misere femmine, le quali tutto el loro studio pongono in lisciarsi et in addornamenti de' lor maladetti corpi fracidi; le quali notricano le loro putride carni a vermini e l'anima a diavogli, le quali son cagione continuamente de la dannazione di molte anime; e di tanti peccati, quant'elle sono cagione di fare ad altrui, d'altrettanti son gravate le lor misere anime ».

AGESILAO Re di Sparta famoso per le sue vittorie sui Persiani e sugli Ateniesi. Ma più famoso dovrebbe essere per avere, sia pure per acquistar fama e benevolenza, usato coi nemici in modo quasi cristiano. «Se avveniva – racconta Plutarco — che alcuno degli avversari suoi cadesse in miseria, era il primo ad averne pietà, e ricercatone, lo soccorreva prontamente, procacciandosi per questa via l'onore e la benevolenza di tutti», «Agli avversari non nocque mai in palese, e prestando sempre qualche favore acciò alcuni di essi ottenessero condotte o magistrati, fe' conoscere che s'erano mal portati e con avarizia : e di più con l'aiutargli e soccorrergli ne' giudizi, di nimici che erano se gli rende amici, e sì a sè gli tirò che più non ebbe avversario ».

Dal che si vede che l'amore per i nemici può essere anche un'eccellente politica.

:AGGEO Uno de' profeti minori del Vecchio Testamento. Così gli parlò il Signore un giorno : « Applicatevi col vostro cuore a riflettere sopra i vostri andamenti. Ayete seminato molto e fatta piccola raccolta, avete mangiato e non vi siete saziati, avete bevuto e non siete inebriati, vi siete coperti e non siete riscaldati, e colui che radunava i salari

ccianpietà, e nii suoi cade raccon

li ha messi in una tasca rotta ». Aggeo profetò cinque secoli prima di Cristo, ma, come si vede, descrive con miracolosa esattezza lo stato de' nostri tempi.

« AGITATE ED AGITATEVI » . E una frase che sebbene molto meno celebre dalla celeberrima « Dio e Popolo », è pur degnissima d'esser ricordata, non fosse altro per essere uscita anch'essa dalla bocca d'oro di S. Giuseppe da Genova.

« Agitate ed agitatevi »: Quanta sapienza politica in queste tre parole, e quale profonda intuizione dell'avvenire !

Le agitazioni caldamente raccomandate dal Santo Agitatore, sono andate infatti sempre più allargandosi come tanti cerchi d'acqua.

Il beato spirito del grande ligure, può essere dunque, per il momento, soddisfatto.

Sebbene ancora non sia nulla, in confronto delle agitazioni che verranno.

AGITAZIONE È una dolce conseguenza della libertà; un governo libero, dice Montesquieu, è sempre agitato.

E infatti: Agitazione dell'individuo e agitazione delle masse ; l' individuo (maschio e femmina) agita la lingua, le braccia, i piedi, le mascelle i membri «che l'uom cela , e sempre meno il cervello ; « le masse » s'agitano fra loro ; le macchine agitano l'uomo e sono agitate dall'uomo; chi s'agita meno di tutti è il vero e proprio agitato, ossia il pazzo rinchiuso, non si sa perchè, nei manicomi.

Proponiamo dunque di liberarlo per vedere (chiodo scaccia chiodo) se questo povero calunniato rimetta a posto le cose.

AGNELLO « Bestia imbecille, se non ti mangia il lupo ti mangio io, tanto più che sei perfino il simbolo di quel cruciato martire che pretendeva di cruciare gli uomini ». Pensiero del cav. Deifobo Luciferini. ·

AGNESE (SANTA)

Subì il martirio, tredicenne, sotto Diocleziano, l'anno 305.

Sposa di Cristo, avendo rifiutato le nozze umane, fu minacciata, arrestata, battuta, spogliata e lasciata nuda in un lupanare. Ma scioltasi i capelli, che le discesero fino ai piedi, vi rimase avvolta come in un manto, mentre una luce sovrumana s'irradiava prodigiosamente dalla sua persona.

Nessuno osò disonorarla; ma infine, con una stilettata nel collo, fu uccisa.

Nel Messale Romano, in occasione della sua festa che cade il 21 gennaio, si leggono, fra l'altro, queste parole:

« Roma inalzò ben presto alla memoria d'Agnese due templi: l'uno nell'antico Circo Agonale, già luogo di prostituzione, l'altro fabbricato da Costantino, fuori le mura, sulla Via Nomentana, dove, sotto un altare coperto di pietre preziose, si custodisce il corpo della gloriosa Vergine. Su questo altare, oggi, la Chiesa depone due agnelli, espressione, ad un tempo, della mansuetudine del Divino Agnello e dalla dolcezza d'Agnese, i quali, dopo essere stati benedetti dall'Abate dei Canonici lateranensi, che officiano quella Chiesa, vengono condotti in un monastero di Vergini — le monache camaldolensi — che li allevano attentamente. Con la lana di questi agnelli vengono poi tessuti i Pallii che il Sommo Pontefice invia a tutti i Patriarchi e Metropolitani del mondo cattolico: Pallii che, prima d'essere spediti, vengono deposti sulla tomba di S. Pietro, ad esprimere, in una sublime unione, il doppio sentimento della fortezza del Principe degli Apostoli e della virginale dolcezza d'Agnese onde devono esser ripieni i Prelati a cui si destinano ».

Ecco i Santi e i simboli della Chiesa, di quella Chiesa che se anche non fosse divina, come pensano certi pestilenziali « pensatori », sarebbe pur sempre la più nobile e alta luce sulle tristezze del mondo.

AGNESI (MARIA GAETANA) (1718-1799)

Tutti sanno che raggiunse la gloria in modo insolito per una donna, colle matematiche, che insegnò perfino all Università di Bologna. Ma pochi sanno il resto, anzi il meglio — che nel 1751, mortole il padre, lasciò Bologna, l’ Università e le matematiche e si dedicò tutta all'assistenza dei malati nel Luogo Pio Trivulzio. Nessuno legge più le sue opere matematiche ma c'è Qualcuno, lassù, che ricorda ancora le sue opere di misericordia.

AGNOSTICISMO Dice l'agnostico : Non si conoscono che fenomeni e non si può conoscere il noumeno, la cosa in sè, l'assoluto. Dunque la religione può darsi che sia vera e può darsi che sia falsa : io mi astengo.

Ma come diavolo fa l'agnostico a sapere che al di là del relativo, c'è l'assoluto e al di là dell'apparenza una sostanza ? Se tu confessi che c'è qualcosa dietro ai tuoi fenomeni perchè ti rifiuti di ammettere che questo qualcosa è la causa prima dei fenomeni e che questa causa prima è razionale e per conseguenza è Dio ?

Gli agnostici son come quello che stava dinanzi a una porta chiusa e siccome aveva perso la chiave e non aveva la forza di buttar giù l'uscio a spallate, sosteneva per via induttiva e deduttiva che non si potrà mai entrare in casa.

AGNUS DEI L'Agnello d'Iddio che toglie i peccati del mondo ; il Dio innocente che muore per i colpevoli: l'idea più sublime che la terra conosca e alla quale gli uomini non sarebbero potuti giungere senza la Rivelazione.

La plebe, che tutto insudicia, ha fatto di questa formula celestiale un espressione quasi di spregio per indicare i gingilli della superstizione!

AGONE I lettori di quei vangeli quotidiani che sono i giornali non conoscono che due agoni : l’agone politico e l'agone

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